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Insegnanti trovano il centro vaccinale di Taggia chiuso, interrogazione in Regione del capogruppo pentastellato Tosi

Nonostante avessero ricevuto regolare invito

Genova. «La campagna vaccinale della Liguria è costantemente rallentata da criticità e ritardi: al netto dei disguidi che possono purtroppo capitare e che non dipendono dal sistema regionale, quello che non si può accettare è il quadro di disservizi informatici che colpiscono spesso i cittadini in un momento sanitario chiaramente delicato: possibile che la domenica i liguri debbano restare in balia di loro stessi perché non vi è la possibilità di contattare le ASL di riferimento?». Lo dichiara il capogruppo regionale Fabio Tosi, primo firmatario di due interrogazioni per fare luce su quanto occorso in Asl2 e in Asl1.

«A fine marzo, nei centri di somministrazione dell’Asl2 di Cairo Montenotte e Millesimo c’è stato un disguido: gli automezzi che trasportavano i vaccini sono infatti arrivati con oltre due ore di ritardo e si è così compromessa la catena del freddo per la corretta conservazione dei vaccini, che sono così diventati inutilizzabili. Nel mentre, però, i cittadini erano in attesa e si è ovviamente formato un assembramento. Crediamo che incidenti di questo portata dovrebbero essere comunicati tempestivamente alla cittadinanza, al fine di evitare che si rechino presso il centro vaccinale quando questo non può operare» – dice.

«Grave invece quanto occorso in Asl1: il 28 marzo, un’insegnante di Sanremo segnalò di aver trovato, insieme ad altri colleghi, il centro vaccinale di Taggia chiuso nonostante avessero ricevuto l’invito a recarsi al centro nella giornata in oggetto. Vero che era una domenica, ma vero anche che la cittadina ha semplicemente risposto alla chiamata nella giornata che le è stata assegnata. Un disservizio chiaramente lesivo dei diritti della cittadina. Grave che nessuno si sia premurato di avvisare gli interessati del cambio di programma. E grave che non sia nemmeno attivo, nelle giornate festive, un numero verde per permettere ai liguri di accertarsi che l’appuntamento possa essere rispettato» – afferma.

«I cittadini non possono vivere in balia dei black-out organizzativi del sistema sanitario regionale e certamente non possono pagare lo scotto delle inefficienze comunicative in materia vaccinale. Serve una maggiore sensibilità da parte di chi gestisce la campagna: i liguri non sono pedine da spostare a proprio piacimento e soprattutto non è accettabile che il sabato e la domenica tutto quanto si fermi senza preventiva comunicazione», conclude Tosi.