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Incendio appartamento a San Bartolomeo al Mare: il figlio fa scena muta, la madre risponde al gip e nega foto

Il legale dei due indagati ha chiesto i domiciliari

San Bartolomeo al Mare. Ha deciso di rispondere al gip Paolo Luppi, Antonietta Fragnoli, 53 anni, accusata insieme al figlio Riccardo Graziani, 21 anni, di aver escogitato e messo in atto un piano diabolico contro i vicini: quello di riempire di benzina la loro abitazione per poi darle fuoco. La donna ha spiegato la propria versione dei fatti, negando i propri addebiti. Il figlio, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Fragnoli e Graziani sono stati arrestati il 14 aprile scorso dai carabinieri di Diano Marina su misura cautelare a firma del gip di Imperia Paolo Luppi. Sono loro, secondo gli inquirenti, i presunti colpevoli dell’incendio e delle esplosioni che hanno sventrato un appartamento di piazza Giuseppe Versi, a San Bartolomeo al Mare, lo scorso 2 marzo. L’accusa, per entrambi, è gravissima: incendio doloso aggravato da futili motivi e di violazione di domicilio.

Secondo il pm Veronica Meglio, titolare delle indagini, sarebbero stati madre e figlio ad appiccare il fuoco all’appartamento di proprietà di due sorelle svizzere, ma utilizzato spesso dai loro genitori per brevi vacanze in Italia. Le prove raccolte dai carabinieri  contro i due sarebbero schiaccianti: dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che li mostrano riempire una tanica di benzina, fino alle testimonianze di decine di persone ascoltate nel corso delle indagini. E ancora gli indumenti del 21enne Riccardo Graziani, rimasto ustionato nell’esplosione causata dall’incendio, che erano intrisi di benzina.

A rappresentare la famiglia svizzera è l’avvocato Mario Tropini, mentre a difendere i due indagati è l’avvocato Sandro Lombardi, che ha presentato istanza al gip affinché ai due indagati vengano concessi gli arresti domiciliari.