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Imperia, “Ci siamo rotti le palle”: la protesta silenziosa dei commercianti foto

Cartelli affissi sulle porte delle attività a testimoniare la disperazione del momento

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Imperia. Da “Ci siamo rotti le palle” ad “Autogrill covid free”. Sono tanti i cartelli di protesta affissi nel capoluogo di provincia così come in altre località, ad esempio Dolceacqua, dove il bar “…Epassachi da Pascalin” si è “trasformato” in Autogrill, per ironizzare sulla possibilità data ai locali in autostrada di continuare a servire gli avventori ai tavoli, a differenza di quanto accade nel resto d’Italia, divisa tra aree arancioni o, peggio ancora, rosse, dove i clienti possono consumare solo da asporto.

A Imperia, poi, c’è proprio chi ha deciso di non alzare la serranda vista la zona rossa imposta fino a domenica 11 aprile: “Ci siamo rotti le palle”, si legge sul cartello affisso alla vetrina di “A Cuvea du Baffo“, in via Ludovico Maresca, 4, a Oneglia.

Malcontento espresso anche da parte dei negozianti, come nel caso della boutique Giovannina Berselli, sotto ai portici di via Bonfante, sempre a Oneglia. Sulla porta nel negozio è scritto: “Chiuso per Covid e per la stupidità di chi ci governa”.

Messaggi semplici e chiari, che non lasciano dubbi sull’interpretazione: è la protesta, silenziosa, di chi dopo un anno di restrizioni legate all’emergenza Covid-19, davvero non ce la fa più.

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