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Diano Marina, verde pubblico alla Gestioni municipali: esposto alla Corte dei Conti di Angelo Basso

L'ex sindaco e consigliere di Diano Riparte si è rivolto ai giudici contabili e al prefetto Intini

Diano Marina. L’ex sindaco della Città degli aranci e consigliere comunale di “Diano Riparte” Angelo Basso ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sull’affidamento della gestione del verde pubblico alla partecipata Gestioni comunali. «Dopo avere preso visione degli atti relativi all’affidamento della gestione del verde pubblico alla G.M. S.p.A -scrive Basso in una missiva inviata ai giudici contabili e al prefetto Alberto Intini –  e alle recenti dichiarazioni sull’argomento rilasciate dall’amministratore unico di tale società partecipata, ritiene sia assolutamente necessario fare chiarezza sull’attribuzione di tale appalto alla partecipata locale e perciò è costretto a richiedere alle alcuni chiarimenti e documentazioni che si attende di ottenere nei termini di legge».

«Considerato che secondo l’art. 12 della legge 154 del 2016 la gestione del verde pubblico può essere affidata dal Comune soltanto ad imprese che abbiano ottenuto un attestato di idoneità o che siano iscritte al RUP (Registro Ufficiale dei Produttori), si chiede di conoscere se la G.M. spa rientri in queste categorie a prescindere dal problema dell’affidamento “in house” e tenuto conto che la G.M. Spa è un soggetto autonomo di diritto privato e come tale andrebbe considerato. Considerato poi che nel contratto di appalto non compaiono i dati puntuali e indispensabili degli interventi da eseguire quali la attuale consistenza delle alberature, si intende il numero dei palmizi, delle palme, degli alberelli, dei sempre verdi compresi quindi gli aranci, dei latifogli, delle piante in fase giovanile, e neppure il numero degli arbusti e delle siepi da curare, il numero delle potature annue da effettuare, delle superfici in metri quadrati destinate ad erba e delle superfici destinate invece alla infiorazione, ripetiamo “attuali” considerati gli sconvolgimenti avvenuti ultimamente in città (in certe zone sono scomparse aiuole e alberi per esempio) quali i materiali chimici e non che saranno usati e i mezzi posseduti per realizzare i lavori e la presenza in organico di specialisti del settore agrario e floricolo», aggiunge Angelo Basso.

«Questo perché -incalza l’ex sindaco –  oggi nella documentazione dell’appalto approvata dal Consiglio comunale esiste solo un “copia e incolla” di parte dell’appalto contratto con l’Ata spa in passato appalto però non più rispondente alla realtà attuale tant’è che non si fa menzione degli interventi che riguardano le aree dismesse dalle Ferrovie dove vengono realizzate aiuole e prati e alberature e neppure si fa menzione degli impegni che riguardano la gestione del verde nell’area della nuova stazione ferroviaria di cui esiste un preciso obbligo a provvedere sottoscritto tra Ferrovie e Comune in data 27 giugno 2018. Quindi non si comprende che validità possa avere il contratto mancando lo stesso di dati essenziali e che valenza può avere conseguentemente la fissazione e del compenso di 350 mila euro all’anno che il Comune dovrà devolvere alla GM».

«Ritengo -aggiunge l’esponente di Diano Riparte Marco Perasso –  che la questione debba riguardare, oltre al metodo anche la sostanza. L’appalto ammonta complessivamente a circa 350.000 euro, cifra che ad un primo sguardo può apparire cospicua ed adeguata, ma, ad una disamina più approfondita, si rivela essere, l’ennesima operazione propagandistica e, pertanto, destinata ad essere sterile di risultati. Ipotizziamo infatti che la società di proprietà del Comune debba assumere almeno 4 nuovi dipendenti, questi avranno un costo annuo, tra stipendi e contributi, di 100.000 euro, se a questi sommiamo il costo delle consulenze di un agronomo e di architetto del verde si dovrà pensare di spendere almeno altri 40.000 euro.

Pertanto, a conti fatti, da destinare all’effettiva manutenzione e “rilancio “ dell’arredo verde del comune di Diano Marina (dopo 10 anni di incuria, espianti e cementificazione ) restano, si e no, 210.000 euro da impiegare nell’acquisto di nuove piante da mettere a dimora, prodotti chimici, impianti di irrigazione, ammortamento di macchinari ed attrezzature varie. Sembra una cifra davvero misera.

Quanto sopra costringerà l’amministrazione, qualora fosse rieletta l’attuale compagine al governo, a privilegiare, come al solito, le poche aiule del centro e del lungomare scampate alla “cura Za” (il vicesindaco Cristiano Za Garibaldi ndr) e a continuare a trascurare tutte le altre zone del Comune quali, ad esempio, i giardini di via Campodonico, quelli delle Giaiette, via XX Settembre e la zona prospiciente il Palazzo del Parco, per non parlare delle frazioni. Si tratta quindi dell’ennesima presa in gira di Za & co. Posta in essere ai danni dei cittadini dianesi».