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«Decisione di Toti che lascia l’amaro in bocca, sconcerto nel comparto benessere»

E' la posizione di CNA Imperia preoccupata per quelle attività che vivono di programmazione e appuntamenti con la clientela

Imperia. Arriva come una doccia fredda la decisione del governatore Giovanni Toti sul cambio di colore della provincia di Imperia a partire dalla mezzanotte di oggi. Un provvedimento, preso nel tardo pomeriggio, che non può non lasciare la bocca amara alle categorie che ancora contavano sulla giornata di domani per poter lavorare prima di un lungo nuovo periodo di chiusura e di sacrifici e soprattutto per quelle attività che vivono di programmazione e appuntamenti con la clientela.

Grave malessere e la sensazione che la politica si disinteressi del tutto alla loro condizione: questa è la reazione degli operatori della categoria benessere. Il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie per gestire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie. Non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio. Tali imprese garantiscono, infatti, la massima sicurezza anche per le modalità di svolgimento dell’attività: lavorando su appuntamento, non generano assembramenti. Proprio ieri, è stata lanciata la petizione nazionale che in meno di 24 ore ha superato le 20mila firme, per chiedere a Governo e Parlamento di consentire ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa.

«La decisione di oggi è l’ennesimo esempio di scarsa sensibilità da parte della politica verso le imprese, soprattutto verso quelle che, come la mia, lavorano esclusivamente in base ad appuntamenti con i propri clienti», dichiara Sara Lacchetta, Presidente della categoria CNA Benessere per la Provincia di Imperia. «Sconcerto e rabbia le uniche parole possibili: un’impresa Confederazione Nazionale dell’ Artigianato e della Piccola e Media Impresa grande o piccola che sia, non lavora alla giornata, ma programma la propria attività. Sembra che la politica non faccia altrettanto».

«Il Governatore – incalza il Segretario Luciano Vazzanoavrebbe almeno potuto lasciar lavorare quelle aziende che nella giornata di domani avevano assunto impegni con clienti e fornitori. È inammissibile che un presidente di Regione ci comunichi il rosso nel tardo pomeriggio, un giorno prima rispetto a quanto previsto: cambiare di zona in questo modo, con tutto ciò che ne consegue per un territorio economicamente già oltremodo provato, è un rischio oltre che una beffa».

«Nessuno disconosce la gravissima situazione determinata dal virus, ma non comprendiamo e non giustifichiamo un approccio che di scientifico e programmato ha poco», conclude Sara Lacchetta. «Imporre la chiusura delle nostre attività a distanza di mezza giornata, con tutti gli appuntamenti fissati in occasione della festività, rappresenta una condanna a morte. Le nostre imprese non riusciranno a resistere ancora per molto e la disperazione potrebbe scivolare lungo una china pericolosa. Che altro dire: Buona Pasqua Governatore Toti e grazie per la sorpresa. Pensi a noi e alle nostre famiglie».