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Da Sanremo a Roma per manifestare, Pinto: «Incatenati a Montecitorio per riavere le nostre libertà» foto

«Economia al collasso, non ce ne andremo finché non verranno tolte le restrizioni»

Roma. Una quarantina di persone, tra cui il presidente del Movimento Imprese Italiane Maurizio Pinto, si è incatenata in piazza Montecitorio per manifestare contro le restrizioni adottate dal governo per contrastare il Covid-19.

Maurizio Pinto incatenato

«Siamo a Roma, in piazza Montecitorio a pochi passi dal parlamento e dalla camera dei deputati – dichiara Pinto – Qui c’è la presidenza del consiglio dei ministri di Mario Draghi, dove c’è anche il ministro (della Salute, ndr) Roberto Speranza. Siamo incatenati davanti a Montecitorio, siamo circa 40 persone, e il nostro messaggio è molto semplice: rivendichiamo il diritto al lavoro e libertà che ci viene negato da più di un anno».

«Non esiste alcuna evidenza scientifica che testimoni che il contagio da Covid avvenga all’interno delle attività commerciali, nei teatri, negli stadi, nei bar, nei ristoranti, nelle sale da ballo, nei parchi gioco, piuttosto che sui mezzi di trasporto sovraffollati: tram, metropolitane, autobus; negli uffici pubblici, nelle farmacie, nei supermercati e soprattutto negli ospedali che sappiamo siano fonti di contagio – spiega Pinto – Quello che rivendichiamo è lavoro e libertà, dobbiamo ritornare immediatamente a una vita normale. Che cosa hanno prodotto 12 mesi di chiusure e restrizioni? Assolutamente nulla. E in questo momento il mondo del lavoro e il mondo sociale è al collasso».

E aggiunge: «Siamo in disaccordo con tutta la politica italiana che ha fatto una falsa opposizione e che ha diffuso dati falsi e manipolati. Non neghiamo il virus ma la narrativa che ne viene fatta secondo cui bisogna chiudere tutta Italia e non si può ricominciare finché le persone non siano vaccinate. Non siamo assolutamente dei “no vax”, siamo per la libera scelta del vaccino».

«Siamo qui come degli schiavi e non ci libereremo – promette – andremo avanti ad oltranza, finché non verranno tolte le fasce di colore, lo stato di emergenza nazionale e non verranno aperte tutte le attività senza fasce orarie e restrizioni, e non verrà tolto l’assurdo, illegittimo e incostituzionale coprifuoco. Non ce ne andremo di qua».