Quantcast

Attac Imperia: «No alla costruzione di un ospedale unico. Sì a sanità pubblica vicina ai cittadini»

«Sabato 10 aprile alle 11 presidio presso il Palasalute di Imperia»

Imperia. Il comitato territoriale di Attac Imperia si esprime riguardo all’ospedale unico e all’attuale crisi epidemiologica, sociale ed economica.

Attac Imperia

«Le cittadine e i cittadini sono nuovamente pronti a scendere in piazza, per esprimere il proprio dissenso alla realizzazione di un ospedale unico, motivato da un concetto di salute e servizio sanitario basato sul mercato, aziendalizzato e centralizzato e per richiedere con forza una sanità pubblica, universalistica e vicina ai bisogni dei cittadini, con maggior prevenzione nei territori e nei luoghi di lavoro.

Si terrà sabato 10 aprile alle 11, presso il Palasalute di Imperia, un presidio rispettoso delle misure di emergenza dettate dalla pandemia, dello sforzo degli operatori sanitari e delle sofferenze causate dall’emergenza sanitaria. Mentre la pandemia da Covid-19 ha acuito le criticità della Sanità, la popolazione è sempre più stanca ed esasperata di fronte alle lunghe liste di attesa nei Pronto Soccorso, per esami strumentali o visite specialistiche, per interventi chirurgici e ricoveri programmati, per entrare in una struttura di riabilitazione, per ricevere cure continue al domicilio.

Un progetto che prevede meno posti letto, reparti e personale sanitario, nessuna nuova specialità, tempi più lunghi per il soccorso e spreco di denaro pubblico, non offre le risposte che attendono i cittadini. Rappresenta invece il contrario di ciò che la pandemia ci ha insegnato.

Attac Imperia

L’iniziativa, promossa dal Comitato contro l’ospedale unico e sostenuta da Attac, PRC e la Società della Cura imperiesi, avviene in contemporanea con altre città liguri in una giornata nazionale di mobilitazione mentre è in arrivo un bastimento carico di miliardi. Si chiama Next Generation Ue, ed è interamente guidato da Crescita – Concorrenza – Competizione. L’esatto contrario di ciò che la pandemia ci ha insegnato: Nessuno si salva da solo, siamo persone interdipendenti fra noi e con l’ambiente che ci circonda.

Nonostante tutto ciò, le grandi aziende farmaceutiche continuano a trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. Una minaccia collettiva richiede solidarietà, non profitti privati sui brevetti, finanziati con denaro pubblico. Tutti hanno diritto alla protezione da Covid-19. Per questo la Società della Cura scende in piazza con azioni simboliche per presentare il suo Recovery PlanET: un piano alternativo di proposte per contrapporre il ‘prendersi cura’ alla predazione del pianeta, la cooperazione solidale alla solitudine competitiva, il ‘noi’ dell’uguaglianza e delle differenze all’’io’ del dominio e dell’omologazione. No a un Recovery Plan per riprodurre l’esistente. Sì a un Recovery PlanET per un’alternativa di società».

Attac Italia nasce nel 2001 ed è parte della rete internazionale di Attac, una delle più grandi reti internazionali di opposizione e alternativa al neoliberismo costruita in questi anni dal movimento altermondialista. E’ presente in oltre 40 paesi in Europa, Africa, Asia ed America Latina.