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Ventimiglia, il grido disperato degli ambulanti: «Mercato con più banchi, ma senza clienti» foto

Oltre all'assenza di clientela, a pesare sulle tasche degli ambulanti è la tassa che devono pagare per lavorare a Ventimiglia

Ventimiglia. Banchi in più rispetto alle settimane precedenti, prezzi ancora ribassati, ma pochi, pochissimi, clienti. Continua la lenta agonia del mercato del venerdì a Ventimiglia: un tempo una delle piazze migliori d’Italia grazie soprattutto alla clientela francese, che oggi non può raggiungere la città di confine a causa dell’emergenza Covid.

mercato venerdì

«L’assenza della nostra clientela francese è praticamente totale – dichiara Roberto Benassi, commerciante ambulante e presidente di Anva Confesercenti Imperia -. Possiamo aprire il nostro banco, ma di fatto subiamo la “zona rossa”. Per poter continuare a sopravvivere speriamo che la Francia si apra al più presto».

Oltre all’assenza di clientela, a pesare sulle tasche degli ambulanti è la tassa che devono pagare per lavorare a Ventimiglia. Lo scorso 12 marzo un centinaio di commercianti aveva manifestato davanti al palazzo comunale, chiedendo la rimodulazione della tariffa nel rispetto del “canone unico” previsto dalla legge italiana. Da quel giorno, però, nulla è cambiato. «Al momento per noi le porte in Comune sono chiuse – dice Benassi – Non abbiamo avuto ancora l’incontro richiesto all’amministrazione».

Unica nota positiva è arrivata dalla Regione che ha ritenuto opportuno non conteggiare le assenze dei commercianti ambulanti nel periodo di semi-lockdown legato alla pandemia. «Come operatore ho diritto a fare 16 assenze all’anno su 52 mercati – spiega Benassi – Ora la Regione ha dichiarato che le assenze legate al momento di emergenza non verranno conteggiate». Sono molti, infatti, i commercianti che sia per la paura di contrarre la malattia che per evitare costi di trasferta hanno preferito disertare i mercati: grazie alla decisione assunta dal governo regionale, non rischieranno il posto sulla piazza.