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Sanremo2021, la forza delle donne tra rap e jazz con Davide Shorty e la sua “Regina”

Contro il patriarcato e favorito dai bookmakers alla vittoria, non dà troppo peso alle quote e si gode il premio Lunezia per il valore letterario del suo brano

Sanremo. Un’inconfondibile voce soul che pesca nel rap e nel jazz, dando vita a sonorità fresche e innovative. É il mix di successo che il palermitano Davide Shorty, nome d’arte di Davide Sciortino, classe 1989, porterà a partire da questa sera sul palco del 71° Festival di Sanremo, all’interno della categoria Nuova Proposte.

Con un passato come concorrente di talent, si classificò al terzo posto nella nona edizione di X Factor nel 2016, Davide ha continuato a condire la sua vita con la musica fino ad arrivare all’Ariston, palco a cui ha sempre ambito, dove presenterà “Regina“, brano già vincitore del premio Lunezia per il valore letterario del testo.

«Questo riconoscimento è una grandissima lusinga per me – commenta Davide – , do tantissimo peso alle parole essendo io a scrivere i miei testi, quindi per me è fondamentale. Deve esserci uno scambio tra musica e parole, tra testo e composizione. Il fatto che ci sia un riconoscimento ufficiale mi rende orgoglioso, mi sento destabilizzato perché non me lo aspettavo assolutamente, ma questa sera sarò ancora più carico».

“Regina” esplora il rapporto con quella che era la sua compagna, l’attrice Céline Lancini, presente anche nel video ufficiale della canzone: «Nessuno avrebbe potuto fare un lavoro migliore del suo nel rappresentare sé stessa». Una donna forte quella presentata dal brano, inserita in una società patriarcale che spesso non le rende omaggio a sufficienza: «Tutti dovremmo combattere contro il patriarcato e celebrare la forza, la libertà delle donne; per me Céline è un esempio di questa libertà, mi ha fatto capire quanto nel mio retaggio fossero presenti elementi che mi erano stati inculcati, ma quando capisci che non è qualcosa che ti appartiene devi lasciarlo andare, lei è stata la chiave di volta».

I bookmakers lo danno già come vincitore della sua categoria, ma lui non ci dà troppo peso: «Non penso alle quote onestamente, mi stupisce che mi si possa dare come favorito, ma non mi piace vedere la musica come una competizione, nonostante Sanremo sia una gara. É un gioco e non voglio che questo gioco possa distrarmi dall’obiettivo ovvero fare buona musica e condividerla con belle persone».