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Sanremo, incontro serrato tra Toti e le categorie. Al sindaco il compito di trovare una forma di ristoro per ristoranti e bar foto

Confronto in videoconferenza in tarda mattinata alla presenza del presidente che ha garantito il sostegno della Regione

Sanremo. In attesa che il presidente della Regione Liguria tocchi terra nella Città dei Fiori per la quarta serata del Festival in programma domani, Giovanni Toti ha incontrato, in tarda mattinata, le categorie commerciali sanremesi per fare il punto sulla situazione sanitaria e spiegare di persona a ristoratori e baristi i motivi che lo hanno portato ad allargare la zona arancione rinforzata (attività e scuole chiuse fino al 14 marzo) al distretto2 sanremese a partire da oggi.

L’incontro avvenuto in videoconferenza era stato chiesto dal sindaco Alberto Biancheri a seguito della giornata appena trascorsa scandita da polemiche incandescenti tra Comune e Regione. L’impressione è che sia riuscito nell’intento di stemperare gli animi tra il presidente e gli imprenditori. Una rabbia, quella delle categorie, arrivata al limite dell’incontenibile e che si è manifestata anche stamattina in apertura del confronto. Infatti non sono mancati i toni accesi, per quella che i ristoratori ritengono essere stata una vera e propria presa in giro: aperti per due giorni in zona gialla e poi richiusi, con i frighi nel frattempo riforniti, per altre due settimane di arancione rinforzato .

Stando ai partecipanti dell’incontro, il presidente avrebbe aperto il confronto citando i dati epidemiologici, salvo ricevere subito uno stop da parte dei ristoratori che hanno iniziato ad alzare i toni chiedendo a Toti di spiegare per quale motivo non abbia lasciato il distretto2 sanremese in arancione invece di farlo passare al giallo per soli due giorni, illudendo i commercianti di poter rimanere aperti per tutta la settimana festivaliera. Il punto di compromesso raggiunto dopo un’ora di dibattito al quale hanno partecipato anche gli assessori regionali Scajola, Berrino e Piana, sarebbe uno strumento di ristoro – tutto da specificare – che il sindaco Biancheri dovrà mettere a punto con la garanzia del sostegno economico della Regione, artefice dell’ordinanza di chiusura e quindi ente responsabile delle perdite subite dei commercianti.

sindaco associazioni sanremo biancheri

«Dopo una discussione un po’ accesa, credo si sia raggiunto un obiettivo comune e il risultato potrebbe arrivare sotto forma di sostegno alle attività sanremesi colpite dall’ennesima chiusura improvvisa, commenta l’incontro Andrea Di Baldassarre, presidente di Confcommercio Sanremo. Il sindaco – al quale vanno i nostri ringraziamenti per aver lottato ed essere riuscito ad organizzare il confronto odierno con la giunta regionale – si è preso l’impegno da capofila di trovare uno strumento adatto che possa dare un segnale ai commercianti della città».

«Ci affidiamo al sindaco Biancheri affinché si faccia portavoce e garante di una soluzione per le attività sanremesi che erano e rimangono molto arrabbiate per la situazione creatasi, aggiunge Roberto Berio di Fipe. Le categorie chiedono per prima cosa rispetto perché gli imprenditori non sono carne da macello. Ci vogliono ristori mirati e soprattutto non siamo più disposti a tollerare aperture e chiusure improvvise come quella che si è verificata questa settimana».

«Abbiamo portato la voce dei nostri associati e di tutti gli iscritti al presidente Toti, manifestando in maniera molto vivace il nostro disagio, aggiunge Olmo Romeo di CNA. Siamo soddisfatti di aver ottenuto da parte della Regione, del Comune e del sindaco lo studio di uno strumento da mettere in campo che sia capace di far superare questa ingiustizia. Come CNA abbiamo anche chiesto ed ottenuto l’apertura di un nuovo tavolo permanente presieduto dal presidente della Regione, al quale partecipino i rappresentanti comunali  delle categorie, che serva per prevenire e discutere eventuali prossimi provvedimenti prima che questi ci piombino sulla testa da un giorno all’altro».

Al termine della riunione il sindaco Biancheri ha dichiarato: «Al presidente abbiamo ribadito che non stiamo discutendo il rientro in fascia arancione motivato da una delicata situazione sanitaria ma che critichiamo il metodo, quel doppio cambio di colore nell’arco di appena tre giorni, che ha causato grosse difficoltà agli operatori del settore che si erano organizzati con scorte alimentari per l’intera settimana. E sulla base dell’eccezionalità del provvedimento e delle notevoli problematiche che ha generato, insieme alle associazioni di categoria, abbiamo chiesto alla Regione che si facesse parte attiva nel sostenere gli operatori del settore, in particolar modo con l’obiettivo di rifondere i danni delle tante derrate acquistate inutilmente. Dopo un lungo confronto sono arrivati un’apertura importante e un impegno del presidente. Adesso i tecnici dovranno valutare le modalità e le formule più opportune ma mi sembra che si sia raggiunto un risultato significativo e, a mio avviso, doveroso verso una categoria che è davvero stremata».