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Sanremo, impatto Covid sui conti del Comune. Il sindaco: «Ristori adeguati o rischio taglio servizi essenziali»

Casinò, parcheggi, imposte e Casa Serena. Il primo cittadino al governo Draghi: «Intervenga o non chiuderemo il bilancio»

Sanremo. Al bilancio di previsione 2021 del Comune mancano 5 milioni di euro. E’ questa la cifra shock emersa ieri nel corso di una riunione tecnica che si è tenuta a Palazzo Bellevue tra il sindaco Alberto Biancheri, l’assessore al Bilancio Massimo Rossano e i dirigenti del municipio. Tra le poste più preoccupanti non c’è solo il capitolo casinò, la cui chiusura provocherà un mancato incasso rispetto a quanto previsto nel bilancio triennale 20-22 di 1,8 milioni di euro (corrispondente alla quota sugli incassi che spetta al Comune del 16%), ma anche i parcheggi (1,2 milioni in meno), Imu non riscossa per 1 milione, 950 mila euro del fondo di garanzia debiti commerciali e 850 mila del capitolo svalutazione crediti.

Sono cifre da dissesto finanziario quelle analizzate nel tardo pomeriggio di ieri e che dimostrano quanto forte sarà l’impatto sulle casse pubbliche di un anno di emergenza coronarivus per una città a vocazione turistica come Sanremo. Il conto da pagare è più salato che mai, visto che il mancato gettito dovuto alla chiusura forzata della casa da gioco sommato alle minori entrate derivanti dai parcheggi, cuba ben 3 milioni di euro. A complicare ulteriormente la situazione finanziaria dell’ente più grande e importante, economicamente parlando, dell’intera provincia, c’è l’annosa vicenda di Casa Serena. La Rsa del Comune, in vendita per fare cassa, a causa dell’emergenza Covid e dei numerosi decessi provocati dal focolaio scoppiato nel pieno della seconda ondata, fa segnare un passivo che vale un altro paio milioni.

I prossimi mesi si preannunciano i più difficili per l’amministrazione Biancheri-bis che si trova a marzo 2021 nelle stesse condizioni di 5 anni fa, quando, all’inizio del 2016, da poco insediato, il primo cittadino fu costretto a mettere all’asta il tribunale per tappare un buco di oltre 8 milioni di euro ereditato dalla precedente giunta, provocato dal taglio del contributo Rai-Festival e dai limiti del patto di stabilità. Uscire da quell’impasse fu questione anche di fortuna: l’imprenditore dell’energia Walter Lagorio colse la palla al balzo e si aggiudicò l’ex palazzo di giustizia in tempo utile per chiudere il bilancio del municipio, contribuendo a salvare l’amministrazione della Città dei Fiori.

Oggi come ieri è sull’alienazione di un immobile di proprietà comunale su cui si torna a fare affidamento. Trattasi proprio di Casa Serena che l’amministrazione Biancheri spera di vendere nei prossimi mesi per una cifra intorno ai 10 milioni di euro, da reinvestire, solo in parte, per tappare il “buco” generato dal combinato disposto emergenza Covid-chiusura del Casinò. «È il momento di dare soldi e non di chiederli», aveva detto rivolgendosi agli italiani il premier Mario Draghi al più tardi quattro giorni fa. Affermazione apprezzabile, soprattutto se pronunciata da un banchiere, che però, stando al testo del “decreto Sostegni”, risulta più di facciata che di sostanza. Almeno così è nella parte del decreto legge che riguarda i Comuni, ai quali il governo riconosce qualcosina per ristorare gli ammanchi della tassa di soggiorno e poco altro per coprire gli sgravi sulla Tosap. Inezie, di fronte alle perdite che si trovano nei bilanci di tutte le amministrazioni civiche.

«Se il governo non arriva immediatamente con dei ristori adeguati per noi sarà impossibile chiudere il bilancio. Commenta il sindaco Alberto Biancheri. Con i numeri che ci ritroviamo e in assenza di aiuti adeguati dal consiglio dei ministri, andiamo incontro a possibili tagli lacrime e sangue che potranno incidere pesantemente sulla spesa corrente. Tagli che come sindaco non ho intenzione di fare perché vorrebbe dire colpire le persone più esposte, andando a toccare il sociale, la cultura, le opere pubbliche che spesso si traducono in messa in sicurezza del territorio. Sono responsabilità, queste, che non possono essere scaricate sui Comuni che tanto hanno dato per fornire una risposta adeguata ai cittadini con maggiori difficoltà».

Aggiunge l’assessore al Bilancio e Società Partecipate Massimo Rossano: «Contiamo di approfondire la situazione finanziaria dell’ente con tavoli ad hoc nella speranza di riuscire a limare le stime più pessimistiche e arrivare a un consuntivo meno impattante sul bilancio comunale. Vero è che, anche nella migliore delle ipotesi, la situazione rimarrà complessa. Bene fa il sindaco Biancheri a richiamare l’attenzione del governo sulla situazione del nostro casinò e di tutto l’ente: è un dato di fatto che i sindaci sono lasciati soli ad affrontare problemi più grossi di loro. Qui non si tratta più di politica, si tratta esclusivamente di tenere in pari il bilancio pubblico. Ci aspettiamo dal governo un intervento veramente forte. Ad oggi il decreto sostegni si è dimostrato solo un mucchio di belle parole senza coperture adeguate per gli enti locali. Al Comune di Sanremo, che ha una forte connotazione turistica e soffre della chiusura del Casinò, servono ristori adeguati, non le briciole stanziate finora».

Massimo Rossano

(Massimo Rossano)