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Sanremo 2021, con “Arnica” Gio Evan porta la sua spiritualità sul palco dell’Ariston

Per la serata cover rivisiterà gli anni degli 883 insieme ai cantanti dello show "The Voice Senior"

Sanremo. «Prima di salire sul palco dell’Ariston mi sono detto “goditi il panico”, ormai non c’era più scampo. Ho provato dalla mattina di ieri, ero insopportabile e così poi mi sono messo in punizione, ho saltato la colazione e il pranzo e prima di salire sul palco ho dovuto accettare e assolvere la parte distruttiva di me stesso. Chi sale sul palco deve essere grato, ma noi non siamo così. Dobbiamo sempre accettare le nostre guerre interiori. Di solito dormo dalle 21 e mangio alle 18, è stato faticoso per il mio corpo, ero stanchissimo, non sono fatto per quegli orari, sapevo che sarei uscito dagli orari di confort, e così ho sfruttato l’ansia come potenza. Non ho disperso energia per tutto il giorno e poi sono esploso sul palco. Sono contento di questa eccessiva fragilità, non mi vergogno di me stesso, mi piace. Ho fatto due inchini all’orchestra per connettermi con i musicisti, è fondamentale per me la connessione» – dice Gio Evan parlando della sua esperienza sul palco dell’Ariston a Sanremo 2021.

E’ un artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada. Al Festival è in gara con la canzone “Arnica”. Il singolo, scritto da Gio Evan e prodotto da Katoo, è parte del nuovo album “Mareducato” in uscita il prossimo 12 marzo: «La canzone mi piace tantissimo, voglio lottare per lei. Nasce come poesia perché volevo scrivere un omaggio alla pianta, che amo molto perché è magica, fragile ma perenne. Poi mi sono messo al piano, perché avevo una mano ingessata e non potevo suonare la chitarra e così è venuta anche la musica. Musica e poesia sono delle alleate che vanno sul tronco dell’umore. E’ la scrittura che hai dentro».

La cover che presenterà questa sera rivisiterà gli anni degli 883: «Insieme ai concorrenti dello show “The Voice Senior” proporrò brani dall’album “La donna il sogno & il grande incubo” del 1995. Max Pezzali mi ha accompagnato nei primi passi della mia adolescenza dove nemmeno mio padre è riuscito ad entrare, con i primi amori e le prime uscite. Mi piaceva molto e mi faceva stare bene, era uno di noi. Ascoltarlo ti faceva capire che eravamo simili e ho voluto ringraziarlo e celebrarlo, inoltre è molto affine ad “Arnica”. I ragazzi non li conoscevano, perché non guardo la tv, ma rispecchiavano perfettamente quello che desideravo, volevo avere delle persone vere, non avevo voglia di confrontarmi con delle star. Volevo persone affaticate dalla vita, un po’ come me. Li ho visti, mi hanno commosso, li ho incontrati e ho avuto la conferma».

Gio Evan

Il 16 marzo sarà pubblicato anche il suo nuovo libro di poesie “Ci siamo fatti mare” edito da Rizzoli: «Mi interessa approfondire la vita. Il tempo non esiste, il tempo è salvare dei momenti che sommati ci conducono a quello che siamo, io li salvo, vado molto veloce con la testa, ho bisogno di salvare, cioè di ricordare qualcosa. E’ un processo di rimembranza. Molti caratteri che abbiamo oggi derivano da fatti avvenuti ieri, dai cosiddetti traumi che ci fanno capire perché siamo fatti in un certo modo. Non credo che Dio esista, so che esiste, sono spirituale più che religioso, ho riguardo per la mia anima». 

Durante gli anni che vanno dal 2007 al 2015 intraprende un viaggio con la bicicletta che lo porta in gran parte del mondo: India, Sudamerica, Europa. Comincia a studiare e vivere accanto a maestri e sciamani del
posto e in Argentina viene battezzato come “Gio Evan” da un Hopi: «C’è molta spiritualità nel pezzo, perché vengo da quella educazione là, che non ti porta ad analizzare il giusto o il sbagliato ma solo quello che è. Siamo solo bravi a lottare contro gli altri ma mai contro se stessi, la mia canzone ammette che se non ci prendiamo cura di noi stessi probabilmente tra molti anni saremo morti dentro. Ci servono armi astrali, bisogna curare i pensieri, tornare a guardarci negli occhi, dobbiamo essere in grado di baciarci con le ascelle e interessarci degli altri e delle nostre guerre interiori».

Nel 2008 scrive il suo primo libro “Il florilegio passato”, racconto che narra dei suoi viaggi, senza soldi né scarpe. Tra il 2012 e il 2013 fonda “Le scarpe del vento”, progetto musicale dove scrive, canta e suona la chitarra. Pubblica indipendentemente il suo primo disco “Cranioterapia”. Nel 2014 inizia due progetti per le strade francesi: “Gigantografie” e “Le poesie più piccole del mondo”.

Tra il 2014 e il 2016 pubblica i libri “La bella maniera” (il suo primo romanzo, per Narcissuss), “Teorema di un salto, ragionatissime poesie metafisiche” (Narcissuss) e “Passa a sorprendermi” (Miraggi Edizioni), oltre a scrivere e dirigere l’opera “OH ISSA – Salvo per un cielo”. Nel 2017 esce il libro “Capita a volte che ti penso sempre”, per Fabbri, e segue un lungo tour in tutta Italia. Nel marzo del 2018 è in vendita il nuovo libro per Fabbri “Ormai tra noi è tutto infinito”. Il 17 aprile esce “Biglietto di solo ritorno”, il doppio album di esordio che lo porterà in tour in Italia ed Europa. Dopo un periodo di assenza torna sulle scene nel 2019 con il nuovo romanzo “Cento cuori dentro” (Fabbri Editori) e il 25 ottobre “Natura Molta”, il nuovo doppio album. Il 15 e 16 novembre a Miami è protagonista insieme a Carmen Consoli di Hit Week, il più importante Festival al mondo dedicato alla diffusione della musica e della cultura italiana oltre i confini nazionali.

Dopo un tour tra novembre e febbraio 2020 che ha registrato numerosi sold out, Gio Evan torna alla ribalta con un nuovo libro di poesie “Se c’è un posto bello sei te” (Fabbri Editori), uscito il 5 maggio, e il nuovo singolo “Regali fatti a mano” (Polydor/Universal Music) uscito il 15 maggio 2020. Il 28 giugno inizia da Bologna il suo nuovo tour “Albero ma estro” realizzando ben 11 sold out. Il 6 ottobre esce il suo nuovo libro “I ricordi preziosi di Noah Gingols” edito da Fabbri Editori che si impone da subito nelle classifiche di vendita e a distanza di un mese, il 6 novembre, esce il suo nuovo singolo “Glenn Miller” su etichetta Polydor /Universal Music. Il 26 gennaio esce invece il suo nuovo libro “Se mi cerchi ti trovi” edito da Fabbri Editori.

Dopo i viaggi e le varie esperienze vissute porta la sua spiritualità sul palco di Sanremo: «Non so che cosa stiamo diventando, forse più deboli perché stiamo dimenticando di essere fragili. Con il video del brano avevo un’immagine chiara: il pianto mette d’accordo tutti gli umori e le emozioni ai vertici, piangiamo per paura, felicità, rabbia, dolore, sconforto e ciò ci ricorda che dentro di noi c’è un mare incredibile. Il pianto è riconoscere queste cose, quando piangiamo è impossibile essere falsi».