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Il presidente della Regione Toti: «Liguria in bilico tra zona gialla e arancione»

Mentre migliorano i dati a Ponente. La variante inglese colpisce anche i bambini

Genova. «Giovedì e venerdì approfondiremo, anche alla luce del bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, su cui verificheremo i numeri. La nostra regione da qualche giorno è a cavallo tra la zona gialla e la zona arancione, naturalmente vedremo la valutazione del rischio e del fattore Rt». Lo ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti nel consueto punto stampa serale sul Covid, approfondendo anche i temi relativi al Piano vaccinale.

«Anche oggi abbiamo lavorato alla definizione del piano vaccinale, anche alla luce delle modifiche apportate da AIFA e dal ministero della salute sull’utilizzo del vaccino Astrazeneca e stiamo aspettando la conferenza dei governatori di domani con il ministro Speranza e il ministro Gelmini per la definizione del nuovo piano».

«Sono stati 5.071 i tamponi molecolari effettuati  – ha detto Toti e 2.874 i tamponi rapidi per un totale di 342 nuovi casi positivi che parlano di un’incidenza del virus sotto la media nazionale. In particolare a Imperia si sta registrando un trend in discesa, grazie anche alle misure di contenimento assunte nella zona. Sono 47 i nuovi positivi nella Asl 2 Savonese, 161 nella città metropolitana di Genova e 79 alla Spezia. Il totale dei casi positivi cala di 14 unità, un dato in controtendenza rispetto alla media nazionale. Si registra una crescita dei pazienti nei nostri ospedali oggi, sono 10 in più, quasi tutti sull’area genovese. Crescono perché cresce un po’ l’incidenza nel nostro territorio, anche se più bassa di quella nazionale. Sono 8 i nuovi decessi, ma rilevo anche che da quando è iniziata la campagna di vaccinazione e dopo una serie di misure assunte, si è arrivati a una riduzione della mortalità molto sensibile».

«I vaccini somministrati oggi – ha continuato Totisono 4.270 per gli ultra 80enni, con Pfeizer e Moderna e 1072 vaccini di tipo Astrazeneca. Una colonna quest’ultima che inizierà a crescere in modo sensibile da lunedì prossimo quando i medici di famiglia, impegnati nelle vaccinazioni e che ringrazio, inizieranno l’attività di somministrazione. In Regione Liguria i cittadini vaccinati con la prima dose sono il 7,21% della popolazione residente, mentre la media italiana è pari al 6,69%, inoltre la seconda dose è stata somministrata al 3,1% contro 2.9% della media nazionale. Il piano di vaccinazione è congegnato in modo tale che abbiamo 18.000 prenotazioni dal sistema dei medici di medicina generale che sono impegnati a raccogliere le richieste dei propri pazienti per procedere da lunedì prossimo alla vaccinazione. Ricordo ai medici di famiglia che, se avessero bisogno di approfondimenti, ci sono i nostri tecnici a disposizione, in grado di guidarli. Oggi inoltre ho incontrato esponenti della sanità privata a cui ho preannunciato una manifestazione di interesse per essere tra i primi ad aprire le vaccinazioni anche al loro mondo, a partire dalla fine del mese di marzo. Altrettanto ho fatto con i farmacisti a cui stiamo mettendo a disposizione una rete di punti vaccinali gestiti a partire dal 29 marzo. Tutto questo permetterà, da qui ai prossimi 40 giorni, di portare il sistema ligure ad un volume di vaccini al di sopra di quello attuale e sopra i 50.000 a settimana”.

Nel corso del punto stampa sul Covid il professor Filippo Ansaldi sub commissario e responsabile prevenzione di Alisa ha illustrato il quadro epidemiologico in ASL 1 e ha anche fatto il punto sulla campagna vaccinale, evidenziando come l’incidenza del virus in ASL 1 sia decisamente scesa nell’ultima settimana, allineandosi all’intero territorio regionale, grazie alle misure assunte. «Gli effetti – ha detto Ansaldisi vedono anche sulla pressione ospedaliera la cui ascesa che inizialmente ci aveva preoccupati, da una decina di giorni si è arrestata e rileviamo un tasso di occupazione dei posti letto per la media intensità piuttosto stabile. Per quanto riguarda la campagna vaccinale nel mese di febbraio il numero dei vaccini somministrati sono stati limitati dalla quantità di vaccini ricevuti, a partire dagli ultimi giorni del mese di febbraio si osserva un netto incremento. A fine mese se la programmazione sarà rispettata, ad esempio per il vaccino Pfizer avremo solo il 15% di dosi in accantonamento nei nostri frigoriferi. Sottolineo che nella prima settimana di marzo e nella proiezione della seconda settimana, le dosi somministrate coincidono con le dosi programmate, infine tutte le Asl hanno raggiunto il target proposto e raccomandato».

Nel corso del punto stampa sul Covid sono intervenuti anche il professor Angelo Ravelli, direttore della clinica pediatrica dell’Istituto Gaslini di Genova che ha evidenziato l’insorgere in alcuni casi di bambini che hanno contratto il Covid di una sindrome infiammatoria con infiammazioni delle piccole arterie e formazione di aneurismi aortici conosciuta come malattia di Kawasaki. In conferenza stampa è intervenuto anche il dottor Elio Castagnola direttore dell’unità complessa di Malattie Infettive del Gaslini.