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Frane e mareggiate danneggiano l’incompiuta, un lettore cuneese scrive al Sindaco di Diano Marina foto

La mail è indirizzata a Giacomo Chiappori

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Diano Marina. Scrive Oreste Delfino, un lettore di Cuneo, una mail indirizzata al sindaco Giacomo Chiappori «Sono un cuneese che da anni trascorre lunghi periodi di vacanza nel suo comune dove la propria moglie è comproprietaria di un alloggio per vacanze. In questi periodi sempre ho gradevolmente percorso, sia a piedi che in bicicletta, il tracciato dell’incompiuta con i suoi stupendi panorami sia a mare che a monte. Purtroppo troppe volte questo non è stato possibile per i frequenti problemi di frane, cadute massi e mareggiate. Anche nei giorni scorsi sono stato a Diano ed ho potuto leggere su alcuni giornali online articoli che descrivevano i danni arrecati dalla mareggiata di ottobre ed i lavori di massima urgenza avviati per la messa in sicurezza. In uno di questi articoli i lavori venivano catalogati come “l’ennesimo cerotto” atto a ridurre momentaneamente la ferita ma, ahimè, totalmente inadatti a curare il male. Soprattutto se si pensasse, come riportato, di appesantirla ulteriormente con massicce opere di gallerie paramassi a giorno. Un’ipotesi che oltretutto aggraverebbe il danno ambientale/paesaggistico già di per sé particolarmente pesante. Da alcuni anni è disponibile il tracciato della vecchia ferrovia che potrebbe essere egregiamente utilizzato sia come pista ciclo/pedonale che come sede di riposizionamento dei servizi (acquedotto del Roia, fognature, linee elettriche) che attualmente gravano sull’incompiuta. È vero, per un lunghissimo tratto corre in galleria e quindi risulta di scarso richiamo turistico. Ma perché non pensare a realizzare aperture nel lato mare della galleria, capaci di portare ad ampi spazi verdi, opportunamente piantumati di macchia mediterranea ed alberi autoctoni, realizzati nei punti più sicuri del tracciato? Se poi si dotassero di opportuni arredi urbani e magari di brevi sentieri e/o piccole scalinate per raggiungere la battigia, rappresenterebbero una grande attrazione turistica, forse unica in tutto il ponente ligure. Tutto il rimanente vecchio tracciato potrebbe così essere destinato ad un completo recupero ambientale/paesaggistico capace di fare dimenticare definitivamente i danni antropici arrecati dall’uomo nei secoli scorsi. Un progetto simile sarebbe sicuramente in grado di concorrere vittoriosamente all’assegnazione di opportuni fondi del Next Generation EU, senza gravare sui suoi concittadini che saprebbero sicuramente apprezzare una tal buona opera ed aumenterebbe ulteriormente la qualità dell’offerta turistica di Diano Marina».

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