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«Felice di aver salvato il Festival, presto risposte agli imprenditori in crisi», parla il sindaco Alberto Biancheri

Appuntamento a luglio a Pian di Nave per l'edizione estiva

Sanremo. Il sindaco Alberto Biancheri, ospite dei nostri studi, parla della settimana del Festival appena trascorsa, delle preoccupazioni che lo hanno preceduto e accompagnato, delle difficoltà degli operatori economici danneggiati dalla zona arancione rafforzata, in particolari esercizi pubblici e ristoratori, dei contenuti artistici della rassegna canora, di un possibile Ama-ter e, incrociando le dita che la pandemia abbia allentato la sua morsa, della edizione estiva del Festival a Pian di Nave.

alberto biancheri collage

«Indubbiamente -dice Biancheri –  sono state settimane difficili, ma si sapeva. Organizzare un Festival in questa situazione non era assolutamente semplice. Io penso che l’obiettivo lo abbiamo raggiunto, che era quello di farlo in sicurezza. Io ho sempre sostenuto che il Festival andava fatto, ma all’interno di determinate linee di confine. A mio avviso è stato realizzato un grandissimo lavoro, forse non ce ne siamo resi conto nel corso della manifestazione, ce ne rendiamo conto di più oggi. Un lavoro che, mi permetto di dire, non è solo quello della Rai  e del Comune di  Saremo, ma anche dell’Asl, delle forze dell’ordine e dei volontari. Grazie anche al prefetto Alberto Intini e al questore Pietro Milone che sono stati fondamentali. Una grande squadra che ha lavorato perché questo Festival si facesse. Oggi devo dire che sono molto molto soddisfatto anche se, ovviamente, non è stato il Festival che avrei voluto, non è stato il Festival che un anno fa ci saremmo aspettati, anche perché abbiamo una situazione a livello locale di sofferenza di tutte le attività commerciali che rispecchia tutto il resto d’Italia.

Non farlo sarebbe stata una sconfitta, non solo per Sanremo ma per tutti e, sicuramente, avrebbe comportato ulteriori problematiche. In un Paese in difficoltà, si sono lanciati messaggi importanti e mi auguro che  possa essere un po’ da impulso per una  partenza della città e per la grande promozione di Sanremo e di  tutto il territorio. Credo che, alla fine, se andiamo a sommare, finiamo pari. Purtroppo la città non ha portato a casa quello che si sarebbe aspettata,  però, sull’aspetto della promozione è stato fatto tanto».

Ad essere danneggiati dalla zona arancione rafforzata durante la manifestazione sono stati soprattutto i ristoranti e i bar. Ci sono passi avanti per quanto riguarda i ristori?

«Ieri ho contattato l’assessore regionale Andrea Benvenuti col  quale ci siamo risentiti stamattina e ho scritto alla Regione, al presidente Giovanni Toti e a tutti gli assessori regionali del nostro territorio affinché ci sia un incontro il prima possibile per portare avanti tutto questo discorso. Io credo che la Regione sia stata stata molto disponibile. Si è presa un impegno nell’incontro insieme al Comune di Sanremo. Ovviamente,  adesso, dobbiamo concretizzare tutto questi questi passaggi».

Le è piaciuto questo Festival?

«Devo dire che è stato il Festival che ho seguito meno, perché c’era molta, molta, ansia, molta difficoltà, a concentrarsi davanti alla televisione. Mi è piaciuto molto e devo dire che è stato un Festival difficile per Amadeus e Fiorello. I vincitori sono loro perché, credetemi, stare sul  palco del teatro Ariston con una galleria e una platea vuota, è difficilissimo. Per un personaggio come Fiorello il fatto di avere il contatto col pubblico che riscalda l’ambiente, sicuramente è un termometro che fa capire se deve cambiare tiro, se deve cambiare battuta. Il pubblico dirige  le stesse persone che poi si esibiscono sul palco. E’ stata, poi,  importantissima la presenza della nostra Orchestra Sinfonica con i nostri professori di Sanremo perché oltre a dare un contributo artistico altissimo hanno interagito con i presentatori che da quello che si vedeva avevano bisogno del contatto umano. Dunque, da parte di Amadeus e Fiorello è stato Festival difficilissimo».

Lei tifa per l’Ama – ter? 

«Ieri mi sono sentito con con Amadeus per salutarlo nuovamente, per parlare un po’, così, delle sensazioni che abbiamo vissuto. Non ho toccato nessun discorso, però ho capito che lui in questo momento ha bisogno di staccare, di prendersi un po’ di pausa, perché posso assicurare che il livello di stress è stato altissimo, soprattutto per lui. Io credo che deciderà più avanti con molta serenità e, soprattutto, come ha ricordato in conferenza stampa, in base anche al progetto che ci sarà da portare qui a Sanremo il prossimo anno. Io non credo che sia una questione di  volontà. Se vogliono Amadeus e Fiorello sicuramente possono fare il terzo Festival. Bisognerà capire i contenuti e che tipo di  programma vorranno  portare a Sanremo e se hanno, poi,  ancora quella passione, quella quella voglia di rimettersi in gioco».

Non mancheranno le occasioni di sentirsi, anche perché in previsione c’è Saremmo Estate diciamo l’edizione estiva del Festival… 

Speriamo che a luglio sia tutto concluso e che si possa ritornare in piazza, si possa fare un evento a Pian di Nave dove si è pensato di farlo. C’è stato anche il sopralluogo da parte di Amadeus che lo ha ricordato anche nell’ultima conferenza. C’è questa volontà di fare Sanremo Estate. Noi dobbiamo tornare a puntare nuovamente su questi eventi con la Rai, perché sono fondamentali, danno una grande visibilità alla città, anche, perché, comunque, in questi anni abbiamo perso tanto dalla Rai ed è giusto riprendersi un po’ tutto,  importante per la città e per il territorio».