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Consiglio regionale, Garante per la tutela delle vittime di reato tra i punti all’ordine del giorno

Affrontati diversi temi

Genova. Nella mattina di oggi si è svolto il Consiglio regionale. Sono stati affrontati diversi temi:

Modifica la legge istitutiva del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato.
Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 12 astenuti è stata approvata la proposta di legge 54 (Stefano Balleari, Sauro Mannucci, Veronica Russo) che modifica la legge 11 del 1 giugno 2020 “Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato”. Il provvedimento si adegua alle eccezioni sollevate dal Governo, che ha impugnato la legge davanti alla Corte Costituzionale e, in particolare, la nuova formulazione prevede che «la Regione promuova e stipuli apposite intese con altre Amministrazioni, anche statali operanti nel settore, comprese le Forze dell’Ordine, per l’eventuale individuazione di propri rappresentanti quali componenti dell’organismo. Viene, inoltre, rimossa l’esclusività del rapporto di lavoro del Garante. Approvato all’unanimità un emendamento presentato dal gruppo Pd-Articolo Uno che specifica alcune cause di incompatibilità del Garante, fra le quali, con l’attività di lavoro subordinato a tempo pieno. Confermata l’incompatibilità con ogni carica elettiva pubblica».

Lilli Lauro (Cambiamo con Toti presidente), presidente della I Commissione–Affari Generali Istituzionali e Bilancio, ha illustrato le modifiche introdotte. «Poiché fra le Istituzioni che operano a tutela delle vittime di reato – ha detto – devono ritenersi compresi anche apparati statali, la formulazione della norma regionale ha finito per disporre l’attribuzione di funzioni ad organi dello Stato, incidendo sulle loro competenze e organizzazione». «Secondo i principi affermati dalla Corte Costituzionale – ha aggiunto – pur nell’esercizio di competenza legislativa concorrente o residuale, le Regioni non possono prevedere unilateralmente forme di collaborazione con organi statali su attribuzioni conferite alla competenza dello Stato, poiché tali forme di collaborazione devono trovare la fonte e il presupposto in leggi statali che le prevedano o in apposite intese, in quanto le Regioni non possono disporre unilateralmente degli uffici e degli organi dell’apparato statale». Il presidente Lauro ha concluso: «Con le modifiche che andiamo a introdurre oggi la norma viene ricondotta nell’ambito corretto della potestà legislativa regionale».

Stefano Balleari (FdI) ha chiesto chiarimenti sull’emendamento alla proposta di legge, presentato in aula dal gruppo Pd-Articolo Uno, non condividendo alcuni passaggi, obiezioni che sono state accolte da Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno).

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha proposto una modifica con la quale è stata chiesta l’immediata esecutività della legge. La proposta è stata accolta all’unanimità.

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha annunciato voto di astensione ricordando le proprie perplessità rispetto alla legge durante la sua votazione nella precedente legislatura. Posizione condivisa anche da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno).

Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha annunciato il voto favorevole del gruppo e ha ricordato che l’iniziativa legislativa nella precedente legislatura aveva visto anche l’adesione della Lega.

Claudio Muzio (FI-Liguria Popolare) si è dichiarato stupito e amareggiato per l’astensione annunciata da Linea Condivisa e Pd.

Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha annunciato voto favorevole, rilevando che viene concluso un percorso già avviato nella precedente legislatura per creare un importante istituto di garanzia.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) si è augurato che la nomina del garante avvenga senza logiche partitiche e ha annunciato astensione sul provvedimento. Sansa ha sottolineato che la tutela delle vittime del reato viene già svolta nei processi.

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha rilevato che le vittime di reato sono già tutelate dal difensore civico e ha annunciato, comunque, la propria astensione.

Modifica alla legge istitutiva del Garante dei detenuti
Con 24 voti a favore e 4 astenuti (Lega Liguria-Salvini) è stata approvata la proposta di legge 56 (Sergio Rossetti, Angelo Vaccarezza, Claudio Muzio, Luca Garibaldi, Gianni Pastorino, Ferruccio Sansa, Fabio Tosi, Roberto Arboscello, Enrico Ioculano, Davide Natale, Armando Sanna, Selena Candia, Roberto Centi, Paolo Ugolini, Stefano Anzalone, Giovanni Boitano, Alessandro Bozzano, Chiara Cerri, Domenico Cianci, Lilli Lauro, Daniela Menini) che modifica la legge 10 del 1 giugno 2020 “Istituzione del Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.

Il provvedimento viene aggiornato sulla base della nuova denominazione dei centri permanenza temporanea per stranieri” che sono divenuti “Centri di permanenza per i rimpatri” e vengono specificate meglio le regole di accesso del garante per quanto riguarda le visite negli istituti penitenziari, gli istituti penali per i minorenni, le strutture per il TSO, gli ospedali psichiatrici giudiziari, le comunità terapeutiche, che dovranno ottenere l’autorizzazione della prefettura competente. Rispetto ai poteri del Garante, nel caso in cui questi ritenga che una segnalazione sia fondata, può formulare specifiche raccomandazioni all’amministrazione interessata, la quale, in caso di diniego, comunica il dissenso motivato nel termine di trenta giorni; nella precedente versione il Garante, nel caso in cui ritenesse fondata la segnalazione, poteva intimare all’ufficio competente la risoluzione e, comunque, la rimozione dell’irregolarità nel termine di quindici giorni. Approvato all’unanimità un emendamento presentato dal gruppo Pd-Articolo Uno che specifica alcune cause di incompatibilità del Garante, fra le quali, con l’attività di lavoro subordinato a tempo pieno. Confermata l’incompatibilità con ogni carica elettiva pubblica.

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha sottolineato che «la Liguria è una delle poche Regioni a non avere ancora istituito questa figura e ne ha rilevato la necessità per garantire il rispetto dei diritti dei detenuti, ma anche di tutti coloro che sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale, sia italiani che stranieri».

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha ricordato il lungo iter del provvedimento, prima della sua approvazione nel corso della passata legislatura. Il consigliere ha sottolineato il vuoto che esiste nella tutela dei detenuti in Italia ricordando che questa figura è nata nel mondo anglosassone.

Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha spiegato che il codice penale prevede due aspetti fondamentali: la sanzione e la riabilitazione e quest’ultima sarà il compito prioritario del Garante. «Questa la legge – ha detto – è un passo in avanti per una civiltà dell’inclusione.

Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha annunciato il voto di astensione del gruppo spiegando che, se da una parte esistono già sufficienti tutele del detenuto nelle funzioni ispettive esistenti, tuttavia l’istituzione del garante potrà alleggerire anche il lavoro delle polizia penitenziaria

Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha annunciato voto favorevole e si è augurato che la stagione delle garanzie ispiri anche altre iniziative nella Undicesima legislatura. In particolare il consigliere ha ricordato le pessime condizioni strutturali delle carceri, che si riverberano non solo sui detenuti, ma anche sugli operatori.

Claudio Muzio (FI-Liguria Popolare) ha sottolineato che il garantismo ha sempre ispirato le iniziative politiche di Forza Italia e ha annunciato, pertanto, voto favorevole.

Dibattito su Istituzione della Commissione speciale sul NextGenerationEU
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha rilevato l’importanza della Commissione speciale auspicando, da parte della giunta, iniziative e proposte coerenti con il fondo messo a disposizione e, soprattutto, contenenti iniziative strategiche e progetti di sistema per attrarre risorse sempre più cospicue.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha sottolineato che il Recovery Fund rappresenta un’occasione importante e irripetibile per dare risposte ai cittadini e, soprattutto, alle nuove generazioni e ha auspicato che nessuno ne faccia una bandiera politica. La Commissione speciale ricopre –ha detto- una valenza fondamentale.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha sottolineato l’importanza della Commissione speciale augurandosi che questa porti il risultato di progettare un’idea complessiva della Liguria del futuro. Sansa si è augurato che la Commissione lavori con spirito costruttivo coinvolgendo i rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale.