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Con Fiorello travestito da Achille Lauro si apre la 71° edizione del Festival di Sanremo

Platea dell'Ariston deserta e applausi registrati: «Mi rincuorerò pensando siano i vostri da casa», le parole di Amadeus

Sanremo. Buio totale, un segno della croce e via. Si apre così la 71° edizione del Festival di Sanremo, il «Festival più difficile di sempre», come lo ha battezzato Fiorello, che ha fatto il suo esordio in scena con mantello di fiori e rossetto nero alla Achille Lauro, cantando una rockeggiante versione di “Grazie dei fior“, brano del 1951 di Nizza Pizzi.

«Quest’anno il cuore batte più forte dell’anno scorso», ha ammesso il direttore artistico, che ha deciso di leggere al pubblico sintonizzato una lettera scritta di suo pugno, capace di sintetizzare tutto ciò che è stata l’organizzazione di questa particolare e complicata edizione 2021:

«Ho organizzato il Festival con tutto me stesso e con l’aiuto di molte persone, in condizioni difficilissime. L’ho fatto rispettando ogni norma di sicurezza, ma soprattutto pensando a chi vive di musica, a chi vive di televisione e spettacolo, al Paese reale, quello che sta lottando per ritrovarsi. Abbiamo scoperto, infatti, che la normalità è una cosa straordinaria. E proprio per riavere un po’ di quella normalità, abbiamo lavorato in maniera straordinaria. Non avrò spettatori in sala, abbiamo gli applausi registrati, ma mi rincuorerò pensando che siano i vostri applausi da casa», ha concluso il conduttore.