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Alimentazione degli sportivi, Aics: «Il 16% sono vegetariani, il 4% vegani»

Dalle risposte di 12.000 atleti amatoriali emerge che si fa largo la dieta plant based

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Genova. «La dieta plant based si fa largo tra gli sportivi ma la stragrande maggioranza di loro fa ancora uso massiccio di proteine animali». È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall’Aics tra i suoi iscritti, al quale hanno risposto oltre 12.000 persone. Tra queste il 16,7% afferma di seguire un’alimentazione vegetariana e il 3,9% una dieta vegana.

Il sondaggio è stato voluto dalla commissione Ambiente di Aics, Associazione Italiana Cultura Sport, nella consapevolezza che gli allevamenti intensivi di bestiame e pesci impattano in modo insostenibile sulla salute del pianeta e delle persone. E che una maggiore conoscenza di questi temi consente di compiere scelte consapevoli. Per questo Aics Ambiente ha deciso di mettere in campo una serie di progetti mirati ad una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sui temi legati all’alimentazione. Il sondaggio sulle abitudini alimentari dei soci Aics è solo il primo passo.

«Aics nel 2022 compirà 60 anni, dispone di 140 sedi territoriali e 13000 circoli sportivi associati. Un bacino ampio e rappresentativo a cui abbiamo deciso di rivolgere alcune domande con questo primo sondaggio, che ripeteremo una volta l’anno, anche per sondare eventuali cambiamenti. Il sondaggio ci restituisce un’importante fotografia delle abitudini alimentari dei nostri soci e ci permette di mettere in campo un’informazione più mirata sull’alimentazione salutare e ecompatibile», afferma Andrea Nesi, responsabile ambiente di Aics.

«Le risposte sono state 12.252 il che rappresenta un ottimo inizio. In molti hanno voluto dire la loro e non sempre nel modo più scontato. Il sondaggio ha visto partecipanti di età compresa tra i 21 ed i 67 anni, di cui il 52,5 sono donne ed il 47,5 uomini».

Alla domanda: sei onnivoro e non senti l’esigenza di cambiare?, il 71,3% ha risposto sì ed il 28,7% no. Alla domanda: sei onnivoro ma nutri interesse verso un’alimentazione interamente vegetale?, il 79,5% ha risposto no, il 20,5% ha risposto sì. Alla domanda: segui un’alimentazione povera di proteine animali?, il 33,3% ha risposto sì ed il 66,7% no. Alla domanda: segui un’alimentazione interamente vegetale solo alcuni giorni a settimana?, il 24,4% ha risposto sì ed il 75,6% ha risposto no. Alla domanda: segui un’alimentazione latto ovo vegetariana?, il 16,7% ha risposto affermativamente e l’83,3% negativamente. Alla domanda: segui un’alimentazione interamente basata su vegetali?, il 3,9% ha risposto affermativamente ed il 94,1% negativamente.

La seconda parte del sondaggio ha coinvolto solo coloro che hanno risposto affermativamente ad una delle domande che includeva il consumo di proteine animali ed ai quali abbiamo chiesto: quante volte a settimana consumi carne/insaccati? il 51,6% ha risposto da 1 a 3 volte, il 26,4% da 2 a 6 volte, il restante si divide tra 17,8% che non ha risposto poiché non pertinente (non consuma proteine animali) una piccola percentuale divisa tra chi ne consuma oltre 6 volte a settimana e chi consuma altre tipologie di proteine animali.

«Ma non ci siamo fermati qui – sottolinea Nesi – abbiamo deciso di includere 3 domande che indagassero sui riflessi della pandemia e, più in generale, sulla salute». E dunque alla domanda: pensi che il Covid-19 abbia accresciuto l’attenzione riguardo le tematiche dell’alimentazione sana e sostenibile? Risposte da 1 a 5 dove 1 è il minimo e 5 il massimo: il 26,4% ha risposto 1, il 20,2% ha risposto 2, il 29,5% ha risposto 3, il 14,3% ha risposto 4 ed il 9,7% ha risposto 5. Alla domanda: pensi che l’alimentazione abbia una influenza diretta sulla salute? l’81,4% ha risposto 5, il 13,6% ha risposto 4, il 4,3% ha risposto 3. Infine: pensi che ci sia una correlazione tra pandemia, deforestazione, riduzione della biodiversità a causa dei nostri usi alimentari? il 62,4% risponde affermativamente ed il 36,7% negativamente.

«Il 16 dicembre scorso abbiamo assegnato i premi ambiente 2020 e lanciato un programma di divulgazione sui temi della compatibilità ambientale con la proiezione di documentari e trasmissioni che abbiamo premiato a livello nazionale ed internazionale. La nostra rassegna partirà già dal mese di marzo, Covid permettendo, e proseguirà sino a novembre. Ad oggi abbiamo già le adesioni di 21 comuni in tutta Italia ma i contatti sono in costante aumento. Il nostro programma ‘forma-informativo’ include per il 2021: la trasmissione di Sabrina Giannini ‘Indovina chi viene a cena’ che proprio lo scorso sabato con una straordinaria puntata ci ha ricordato quando le nostre scelte impattino sul pianeta e dunque sulla salute umana, i documentari ‘The game changers’, ‘What the health’, ‘Kiss the ground’, ‘The C word’. Il nostro pubblico? Soprattutto giovani e giovanissimi ma anche imprese del mondo agroalimentare ed addetti ai lavori. Vogliamo modificare le percentuali del nostro sondaggio facendo leva sulle nuove generazioni, le meno coinvolte ma decisamente le più interessate al futuro», conclude Nesi.

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