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Zona rossa a Ponente? Cosa dicono i dati Comune per Comune. Sanremo decresce, boom di casi a Imperia foto

Pesante la situazione vicino al confine dove si concentrano i frontalieri

Sanremo. Zona rossa a Ponente? Parliamone. Sono ore decisive per l’eventuale applicazione da parte del presidente Giovanni Toti di nuove misure restrittive volte a limitare l’aumento dei casi di Covid-19 a cui si assiste da settimane in provincia di Imperia. Un aumento significativo che sta preoccupando un po’ tutti, dai sindaci ai dirigenti della Rai visto che il Festival è alle porte.

Ma cosa dicono i dati a proposito del tasso di crescita dei contagi? Dal raffronto che Riviera24.it ha fatto prendendo come punti di riferimento il 25 gennaio, il 1° febbraio (la Liguria torna in zona gialla) e la giornata di ieri, si scopre che il vero boom dei casi non è né a Ventimiglia né a Sanremo. E’ il capoluogo, Imperia, che fa segnare un significativo +152% di positivi a domicilio, passando dai 64 del 25 gennaio, ai 107 del 1° febbraio, ai ben 161 di ieri.

La città di confine che risente più di tutte della vicinanza con la Francia – additata dai vertici della sanità provinciale quale causa principale della recrudescenza del virus – ha un tasso di crescita del 35%: erano 111 il 25 gennaio, 139 al 1° febbraio e 150 a ieri, 9 febbraio. Arrivando al centro più popoloso del Ponente ligure, Sanremo, si scopre che il numero dei contagi invece che crescere, diminuisce. E diminuisce esattamente del 23%. Si è partiti con 339 positivi il 25 gennaio, per passare agli attuali 281 del 9 febbraio 2020. Risultato: appunto -23%. Un dato che a proposito delle polemiche sorte ieri sul Festival in zona rossa, lascia spazio a un neanche troppo velato “misunderstanding”?

Certo. Il numero di positivi nella Città dei Fiori non è trascurabile, alla luce anche dei recenti cluster che si sono verificati a Casa Serena e nelle scuole solo nelle ultime ore. Però, stando ai numeri, il calo dei positivi di circa 2 settimane fa a ieri fa riflettere. Che le cose siano cambiante nell’arco delle ultime 24 ore? La risposta è no. Il conto tra soggetti positivi a domicilio di ieri è identico a quello di oggi: 846. Segno che ci sono in ballo leggere fluttuazioni ma che il dato sostanziale appare stabile. Rimane da tenere sotto stretto controllo il numero di ricoveri al Borea: 127, di cui 8 pazienti in terapia intensiva. Anche questo un dato stabile.

Cosa succede nei dintorni. A guidare la classifica dei positivi per Comune è Bordighera con i suoi 62 casi (dati sempre al 9 febbraio 2020). Segue Taggia a 42. Vallecrosia a 36 a pari con Camporosso. Pontedassio 16, 15 nel cluster di Molini di Triora, 9 a Vallebona, 8 a Soldano, Ceriana, Costarainera e Dolceacqua, 7 San Bartolomeo, 6 a Riva, Apricale e Diano Marina, 5 San Lorenzo e Castellaro, 4 a Perinaldo, Isolabona, Dolcedo e Ospedaletti, 3 San Biagio della Cima e Pigna, 2 a Triora, Badalucco, Borgomaro, Cosio d’Arroscia, Pieve, Diano San Pietro e Pompeiana, 1 Seborga, Baiardo, Cesio, Montalto, Lucinasco, Diano Castello e Santo Stefano, isole felici Civezza, Cipressa, Castevittorio, Cervo, Chiusavecchia, Chiusanico, Olivetta, Airole, Rezzo, Prelà, Pornassio, Diano Aretino, Pietrabruna, Rocchetta Nervina con 0 casi.