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Vaccini e focolai nelle scuole, il punto sull’emergenza Covid con il dottor Marco Mela

Responsabile di Igiene pubblica e prevenzione dell'Asl1 Imperiese

Sanremo. Il dottor Marco Mela, capo dipartimento di Igiene pubblica e prevenzione dell’Asl 1 Imperiese, ospite dei nostri studi, fa il punto sulla somministrazione dei vaccini in provincia di Imperia e sulla diffusione del Covid-19 nelle scuole.

marco mela collage

«Il vaccino -premette Mela –  è l’unica arma che abbiamo contro questa malattia terribile che è il Covid, che ha provocato in Italia circa 95mila morti in un anno e per la quale non ci sono terapie mediche efficaci. L’unico modo per evitare la malattia è quello di prevenirla attraverso la vaccinazione».

«Siamo partiti nella prima parte con la vaccinazione rivolta a due grandi gruppi, quello della Sanità, mondo Asl e a tutti gli operatori sanitari. La seconda parte ha riguardato le strutture residenziali per anziani, pazienti psichiatrici e disabili, ospiti e personale. Queste due grosse categorie abbiamo quasi terminato di vaccinarle, prima e seconda dose, per un totale di circa 10mila dosi. Il secondo gradino della campagna di vaccinazione è rivolto agli over 80 che sono circa 22mila in provincia. Il nostro programma, molto ambizioso, era di far svolgere le vaccinazioni in 3 poli, Imperia, Taggia e Camporosso e  di vaccinare circa 400 persone al giorno. Ma in questo momento stiamo andando un po’ più a rilento perché il vaccino ci viene consegnato con parsimonia. Il programma era di farne circa 1.200 al giorno, invece, siamo a 300, al 25 per cento, quindi, delle nostre potenzialità. Speriamo di recuperare, le ditte ce lo hanno assicurato. Più vaccino ci arriva maggiore sarà il ritmo di vaccinazione, e prima termineremo l’offerta agli over 80», delinea il quadro Marco Mela.

«Per quanto riguarda gli under 80 – prosegue Melase continua la fornitura attuale dei vaccini, gli under 80 con patologie o appartenenti a categorie a maggior rischio, operatori scolastici, forze dell’ordine, e penitenziarie dovremmo affrontare  queste categorie terminati gli over 80, fine marzo, metà di aprile. Se, invece, arrivassero altre quantità di vaccino potremo anche iniziare in parallelo. La dotazione di personale c’è».

Effetti collaterali del vaccino, quali sono stati evidenziati finora? «Il vaccino Pzifer, quello che abbiamo utilizzato finora ha una efficaci estrema. Dopo 2 dosi il 95 per cento delle persone producono anticorpi. Stimolando così tanto il sistema immunitario può dare degli effetti collaterali che sono soprattutto la febbre, in un caso su 6 dopo la prima dose e un caso su 3 dopo la seconda, cefalea, malessere, un po’ di disturbi articolari, a volte tumefazione al braccio. Questi effetti collaterali sono più intensi nelle persone più giovani e nelle persone che hanno già avuto la malattia, perché le persone più giovani hanno un sistema immunitario più reattivo che reagisce meglio al vaccino. Si tratta di effetti estremamente transitori, fugaci e facilmente trattabili. Finora in tutte le 15mila dosi che abbiamo somministrato non abbiamo mai dovuto usare adrenalina e non abbiamo registrato alcun shock anafilattico».

Situazione scuole e focolai «Quando una persona è positiva viene messa in isolamento, ma potrebbe essere stata contagiosa da qualche giorno, aver contagiato i suoi contati stretti, compagni di classe e operatori. Quindi dobbiamo mettere in isolamento il caso positivo e in quarantena tutta la classe che dura per un periodo massimo della malattia, cioè per 14 giorni. Noi capiamo che questo crea disagio alle famiglie e ai ragazzi ma è l’unico modo di prevenire la diffusione del virus. Quando in una scuola si verificano più casi contemporanei di positività, evidenziando un contagio non familiare ma scolastico, temendo che in quella scuola ci possa essere qualche persona asintomatica, noi dobbiamo chiudere contemporaneamente l’intero plesso o l’intero piano della scuola. Questo è già capitato alcune volte in questa Asl», conclude il dottor Mela.