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Sanremo, Villa Angerer: dall’associazione Ponente Ambiente e Cultura secco “no” all’ipotesi albergo

Preoccupazione per i lavori necessari per la trasformazione dell'edificio liberty in hotel

Sanremo. Resta sulle proprie posizioni, in merito a Villa Angerer, il direttivo dell’associazione Ponente Ambiente e Cultura che, dopo aver letto le dichiarazioni dell’amministrazione comunale di Sanremo ribadisce la propria contrarietà alla scelta di dare in concessione a un privato, con destinazione albergo, la struttura con il suo parco, «esempi di una stagione liberty di grande valore per tutto il nostro territorio», scrive l’associazione.

«Esprimiamo insieme una forte preoccupazione in ordine ai lavori che sarebbero necessari per la trasformazione della Villa liberty in albergo, anche alla luce del quadro legislativo sui beni culturali – scrive il direttivo – Pareri tecnici ci confortano nell’affermare che per dotare la villa di servizi adeguati si porrebbe in atto uno stravolgimento dell’intera struttura, pressoché impossibile data la conformazione degli spazi interni. Alcuni esempi a livello nazionale segnalano una forte criticità intorno a queste operazioni di trasformazione, che approdano ad una sostanziale privatizzazione, rendendo il bene non più accessibile, come denunciato da autorevoli associazioni ambientaliste di tutela».

E ancora: «Le argomentazioni poste in replica sono fuorvianti e pretestuose. Certo, una partnership pubblico/privato in queste situazioni è d’obbligo per la migliore valorizzazione della gestione polivalente del bene, che deve essere orientata alla cultura, al turismo e alla ricreazione, considerata l’importanza del bene di interesse storico architettonico, una parte notevole della memoria della città; spazi museali, spazi esterni, sale da the e ristorazione, musica…nel rispetto del progetto Portoghesi e in continuità con gli sforzi già fatti nel passato (lavori negli anni 2004/8, iniziative aperte al pubblico nel 2015)».

«La ricerca di fondi è fondamentale, su questo pretendiamo un impegno preciso e prioritario quale testimonianza di volontà da parte dell’Ente pubblico – aggiunge l’associazione culturale – Sarebbe stato interessante per esempio accedere ai fondi di “rigenerazione urbana” per delineare un progetto-percorso organico e strutturato per la valorizzazione di tutta la memoria storica della città, continuando le operazioni avviate con modi diversi sia per Santa Tecla che per Palazzo Nota».

«Non riteniamo di dover rispondere agli attacchi personali, che -pur inesatti- nulla c’entrano con i contenuti veri della questione, su cui deve vertere il confronto – conclude il direttivo – Sicuramente l’associazione, avendo cura dell’intero patrimonio ambientale e culturale della Provincia, seguirà con attenzione il procedere degli eventi, nell’unico interesse della comunità in una visione di più ampio respiro di sviluppo dell’intero Ponente».