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Sanremo vicina al livello di alto rischio, possibili ulteriori restrizioni per la settimana del Festival

Gi scenari a partire da lunedì e la rabbia dei sindaci dell'estremo Ponente per le disparità di trattamento

Genova. Sanremo vicina al livello di alto rischio contagi Covid, possibili ulteriori restrizioni per la settimana del Festival. A poco più di 24 ore dal ritorno della Liguria in zona gialla, con l’eccezione dell’estremo Ponente (da Ventimiglia fino a Bordighera, vallate comprese), una nuova incognita si presenta alle porte della Città dei Fiori, dei suoi ristoratori e dei bar.

Stando agli ultimissimi dati di Regione Liguria e Alisa, Sanremo risulta avere un tasso di crescita dei contagi in netto aumento nell’ultimo periodo e il suo livello (o scenario di rischio) oggi è arrivato a quota 3,9. Sopra il livello 4, come da protocolli regionali, il presidente Toti – sentiti i consulenti sanitari della Regione – può valutare l’applicazione di nuove misure ulteriormente restrittive sulla falsa riga di quanto accaduto nell’estremo Ponente.

Per capirci, quando la scorsa settimana il presidente aveva emanato l’ordinanza che ha trasformato l’Intemelio in zona arancione “rinforzata” fino al 5 marzo, disponendo il coprifuoco alle 21 e la chiusura dei ristoranti e bar all’ora di pranzo con limiti anche all’asporto, Ventimiglia – la città più popolosa – aveva sfondato il livello 4 di guardia, raggiungendo il 5. Un dato che nelle ultime ore è sceso intorno al 4,3.

Sempre stando ai dati, l’unica area a basso rischio rimane l’Imperiese, da San Lorenzo a Diano Marina, dove il livello di rischio è poco più del 2. Questo parametro – meno conosciuto dell’indice Rt che viene calcolato su base regionale, ma non meno importante a livello locale – si deve accostare a quello dei contagi e degli ospedalizzati per avere un quadro più completo.

Guardando al bollettino dell’Asl1 aggiornato a questo pomeriggio, la somma dei contagi del comprensorio Intemelio (o distretto 1), ha raggiunto quota 489 positivi al coronavirus, tra i quali si contano i 181 casi a Ventimiglia. Passando al distretto 2, quello sanremese – da Ospedaletti a Santo Stefano al Mare – il dato è di 438 positivi, con Sanremo che tocca i 388 casi. Situazione più tranquilla nell’Imperiese, dove ci sono in totale 259 positivi, di cui 164 solo a Imperia. Gli ospedalizzati al Borea sono 110, di cui 7 in terapia intensiva.

Cosa può succedere lunedì. La Liguria si risveglierà in zona gialla, partendo da Spezia e arrivando fino a Ospedaletti. Da lì in poi la zona passa ad arancione “rinforzato”. Tuttavia, il comprensorio sanremese (distretto 2) potrebbe finire già domani (domenica 28 febbraio per chi legge) sopra il livello 4 di guardia, oltre il quale il presidente Toti deve valutare l’applicazione di nuove restrizioni locali. Ma sarà così? La decisione del presidente viene eventualmente assunta sentito il comitato scientifico regionale ed è un mix tra scelte politiche e valutazioni tecniche. Non occorre ricordare che quella ventura è una settimana cruciale per Sanremo che si appresta ad ospitare il Festival della Canzone. I ristoranti  da questa mattina si stanno approvvigionando per farsi trovare pronti e per loro sarebbe una beffa difficile da tollerare una nuova chiusura improvvisa. Stando alle indiscrezioni provenienti da Genova, solo se la situazione dovesse degenerare il presidente potrebbe emanare una nuova ordinanza con ulteriori misure restrittive per la Città dei Fiori. Cosa queste misure contemplerebbero è tutto da vedere.

La disparità a Ponente e la rabbia dei sindaci.

«Come deciso ieri in consiglio comunale dalla mia maggioranza – dichiara il sindaco Gaetano Scullino a proposito del ritorno della Liguria in zona gialla, eccetto il comprensorio intemelio -, aspettiamo di vedere come interverrà in questi giorni il Governo Draghi e la portata degli aiuti che arriveranno con i ristori 5, poi insieme a tutte le associazioni cittadine metteremo in campo un pieno di rilancio economico e turistico della città, con stanziamenti ad hoc».

Sulla permanenza delle restrizioni nel distretto ventimigliese, osserva il primo cittadino: «Non possiamo che affidarci ai dati rilevati e quindi purtroppo dobbiamo aspettare sino al 5 marzo, sperando che la situazione migliori. E’ stato avviato questo screening sul distretto 1 proprio per capire quanto sia diffuso il virus tra gli asintomatici. Non possiamo ancora abbassare la guardia, ci vogliono i vaccini per poter riprendere a pieno la nostra vita normale, purtroppo nel frattempo le realtà economiche e le famiglie soffrono».

Aggiunge il sindaco di Vallecrosia Armando Biasi: «Toti da quando è stato rieletto ha purtroppo perso la buona abitudine di confrontarsi con i sindaci che, fino a prova contraria, sono le massime autorità sanitarie sui territori. Per prima cosa, quindi, credo che i sindaci dovrebbero essere maggiormente coinvolti dalla Regione, soprattutto per quanto riguarda la corretta comunicazione da dare ai cittadini quando vengono presi provvedimenti che vanno a incidere su singoli Comuni. In secondo luogo – continua Biasi – la decisione di aprire il distretto 2 della provincia di Imperia, lasciando l’1 nelle stesse condizioni di prima, mi ha lasciato molto perplesso. Non mi è chiaro quali siano le ragioni alla base di questa disparità di trattamento».

«I conti non tornano! Qual è la ragione per cui Bordighera ed altre città del Comprensorio Intemelio hanno dei dati relativi ai Covid positivi al domicilio migliori o pari a quelli di Sanremo e devono continuare ad osservare misure restrittive?». Domanda il sindaco di Bordighera, Vittorio Ingenito. Che specifica: «Cosa possiamo dire ai bar e ristoranti di Bordighera così come ai nostri cittadini che pur avendo dei dati migliori noi dobbiamo continuare ad osservare le limitazioni più stringenti?».

Cauto era stato in giornata anche il sindaco Alberto Biancheri: «Da lunedì bar e ristoranti potranno riaprire con le modalità, gli orari e gli obblighi consueti della fascia gialla. Da ieri sera raccolgo tante voci di commercianti che erano in una situazione disperata, con ristori di cui da tempo non si vede nemmeno l’ombra. Per il nostro tessuto commerciale è dunque una notizia indubbiamente molto importante.

Dobbiamo però essere molto realisti: benché Regione e Ministero abbiano decretato il rientro in fascia gialla, la circolazione del virus sul territorio rimane alta. Da fine novembre, quando istituirono il sistema dei colori per le restrizioni, abbiamo sempre fatto un saliscendi tra restrizioni: due settimane gialle, due arancioni, due gialle, due arancioni. Servirà un grande sforzo collettivo per provare a rimanere gialli in maniera definitiva. Chiedo a tutti massimo rispetto delle regole, distanziamento, mascherine e cautela anche in ambito privato, come ho già ricordato ieri. La convivenza tra il virus e la necessità di una ripartenza economica è una battaglia che dobbiamo vincere tutti assieme ogni giorno».