Quantcast

Sanremo, si intasca i soldi delle procedure fallimentari: ecco chi è il commercialista indagato dalla Procura foto

Al professionista, che rischia dai 4 ai 10 anni e 6 mesi, è stata sequestrata una villa

Sanremo. Il ragioniere Mauro Amoretti, 80 anni, commercialista con studio in via Roma a Sanremo, è stato indagato dalla Procura di Imperia che lo accusa di essersi appropriato di circa 150mila euro derivanti dalla vendita di alcuni immobili nell’ambito di una procedura fallimentare e di tarli 550mila euro trattenute dal fallimento di tre società con sede a Sanremo.

Ad Amoretti, che in passato aveva tentato anche di entrare in politica, candidandosi per Borea Sindaco, la Guardia di Finanza ha sequestrato una villa di proprietà che l’uomo aveva da poco messo in vendita.

Il ragioniere commercialista è stato scoperto dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Imperia, coordinati dal procuratore della Repubblica di Imperia, Alberto Lari, e diretti dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà, che hanno ricostruito, attraverso meticolose indagini, i reati commessi dall’uomo.

A far scattare le indagini è stata una segnalazione del Tribunale, che ha consentito alle Fiamme Gialle di appurare come Amoretti, che era stato delegato alla vendita giudiziaria di tre beni immobili siti a Sanremo e oggetto di altrettante procedure esecutive, aveva illecitamente trattenuto circa 150 mila euro dai proventi della vendita anche operando, in un caso, in un conto corrente diverso da quello comunicato al giudice nell’ambito della procedura esecutiva.

E non è tutto. Il ragioniere commercialista, inoltre, secondo gli inquirenti ha commesso altri gravi episodi di peculato nell’ambito di tre procedure fallimentari, riguardanti altrettante società con sede a Sanremo: le indagini hanno infatti dimostrato che l’uomo si è appropriato di fondi aziendali per quasi 550 mila euro, sottraendoli alla “massa attiva” destinata a ristorare i creditori. Le indagini, eseguite anche con approfonditi accertamenti bancari, hanno consentito di ricostruire tutti gli episodi distrattivi attuati dal professionista, tra il 2015 e il 2020, mediante prelevamenti di denaro contante dai conti societari ed emissione di bonifici a suo nome.

Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza emersi, visto che l’indagato aveva posto in vendita la propria villa, unico bene di valore nella sua disponibilità, la Procura della Repubblica ha emesso alla fine del mese di gennaio scorso, un decreto di sequestro preventivo per equivalente “d’urgenza”, nei confronti dei beni del professionista. La misura cautelare è stata eseguita dalla Guardia di Finanza e ha consentito di sequestrare la villa del commercialista, scongiurando così il concreto pericolo di perdere ogni possibilità di arrivare alla confisca del profitto del reato di peculato.

Il professionista rischia una condanna dai 4 ai 10 anni e 6 mesi di reclusione.