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Sanremo, dramma di Casa Serena: sale la tensione tra sindacati e Comune

Nel mirino il vicesindaco Costanza Pireri: «Si scusi con la dipendente indicata come untrice»

Sanremo. «Come Cgil Fp, Cisl Fisascat e Uilfpl, abbiamo con molto interesse assistito agli interventi giunti da più fronti in difesa dell’assessore Costanza Pireri, qualcuno addirittura cita attacchi personali all’assessore, forse non comprendendo bene quello che nel comunicato che invitiamo tutti a rileggere con attenzione, così magari si potrà prendere coscienza del fatto che nessuno ha indicato il vice sindaco come colei che ha parlato di “malati e vecchi” e vi vorremmo anche consigliare di rileggere tutti gli articoli precedentemente usciti in relazione al dramma di Casa Serena, troverete sicuramente anche voi, come noi, qualcosa da non condividere». Lo scrivono in una lunga nota le segreterie territoriali dei sindacati confederali a proposito delle tragiche conseguenze del cluster di Covid-19 a Casa Serena.

«Ora, noi vogliamo precisare che non facciamo politica e farci trascinare in inutili discussioni da parte di gruppi politici o di consiglieri. Non fa per noi.  Noi le discussioni le avremmo sempre volute fare ai tavoli specifici, diritto che ci è stato assolutamente precluso, perché negli ultimi tempi discutere di cose, con il Comune di Sanremo, che riguardano il sociale è diventata cosa assai difficile. Noi facciamo sindacato e non discutiamo sull’integrità morale o sulla bontà di chi ha ruoli importanti, ma piuttosto proprio su come il ruolo viene rivestito, chiudere servizi integrativi, vendere strutture residenziali al privato con annesso personale e ora per ultima la vicenda di Casa Serena.

Sono tutte cose che non hanno mai avuto riscontro con le richieste del sindacato e per le quali non possiamo certo discutere mettendo in discussione la signora Pireri, ma semmai magari i rapporti che l’assessore Pireri ha avuto con chi rappresenta cittadini e lavoratori. Chiaro è che quest’ultima ha un viso ed è una persona, così come ha un viso ed è una persona, la lavoratrice indicata come colei, che ha fatto da untrice.

Appuriamo, comunque, dal comunicato fatto dall’assessore in risposta al nostro intervento, che per lei le relazioni con le Organizzazioni sindacali, si esauriscono per tramite delle dichiarazioni che la stessa rilascia alla stampa e di fatto, ci siamo resi conto, che mentre per le lettere scritte dalle Organizzazioni non ha ritenuto necessario dare risposte, con molta sollecitudine oggi, ha subito risposto sui media online. Per noi, invece, le costanti informazioni tra le parti, fatte nelle sedi giuste, sono il sano approccio per non finire poi a discutere in altre sedi.

Ci dispiace molto constatare, che in seguito ad un primo ufficiale intervento fatto dalle Organizzazioni sindacali, che voleva essere soprattutto un invito al rispetto dei ruoli, sia l’assessore, che chi ha voluto  ergersi al suo fianco, si siano esclusivamente impegnati nella difesa personale, tralasciando parti importanti del nostro comunicato, come quelle dove si chiedeva di comprendere se l’Ente controllore, cioè il Comune di Sanremo, si fosse accorto della totale assenza di protocolli condivisi tra le parti e se veramente con tutte le procedure sanitarie corrette, fosse stato possibile, che da una singola persona si potessero infettare altre cento, o ancora del perché non si dava importanza alle richieste di attivazione del confronto sindacale. Al consigliere Robaldo rispondiamo, che non ci sono ripensamenti relativi al denunciare che l’assessore non abbia voluto e non voglia tenere nel modo corretto le relazioni sindacali, ci teniamo anche a precisare che nel Comune di Sanremo è la prima volta che accade, però purtroppo resta triste realtà. 

Come Organizzazioni sindacali concludiamo dicendo che, in tutta questa triste vicenda, le uniche vittime del sistema sono state le persone morte, compresi i loro famigliari, quelle che si sono ammalate, compresi i lavoratori. Infine,  a chi ci chiede le scuse, rimandiamo al mittente la richiesta e proponiamo loro, con l’assessore in testa, di provvedere invece, a fare le dovute scuse all’operatrice additata come la possibile untrice, che portata all’esasperazione dalle dichiarazioni uscite nei giorni scorsi, ha provveduto a licenziarsi. Questo dovrebbe far arrabbiare e rendere stupiti e ancora meglio, questo sarebbe da ritenersi offensivo e surreale».