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La risposta

Sanremo, albergo a Villa Angerer. Ormea replica alle critiche di Ponente Ambiente Cultura

L'assessore al Patrimonio spiega: «Parlare di svendita è scorretto. La villa sarà accessibile al pubblico»

villa angerer mercede sanremo

Sanremo. «Posso confermare che alla manifestazione di interesse per la concessione di Villa Angerer c’è stata una risposta. Gli uffici stanno facendo tutte le verifiche procedurali del caso e la pratica dovrà poi andare all’attenzione del consiglio comunale. Se l’iter dovesse avere un epilogo positivo ne sarei felice perché una stupenda villa storica abbandonata a se stessa da decenni potrà avere nuova vita e tornare ad essere quello che deve essere: un grande patrimonio di Sanremo». E’ il commento dell’assessore al patrimonio e alla cultura Silvana Ormea che,
insieme ai suoi uffici, sta lavorando da quasi un anno per riqualificare e rilanciare Villa Angerer, in stato di abbandono da ormai trent’anni.

Dopo aver indetto nei mesi scorsi un bando rivolto alle sole associazioni culturali, andato deserto, è stato recentemente predisposto un bando di concessione pluriennale rivolto anche a privati, a cui è stata corrisposta una manifestazione di interesse. L’assessore Ormea replica poi alle accuse di un’associazione locale, che tramite le parole di Daniela Cassini, ha parlato di “svendita”: «E’ una critica infondata. Partiamo da una premessa chiara: Villa Angerer era una splendida villa storica in stile liberty che dagli anni Novanta, quando il Comune di Sanremo la acquistò dal Casinò, fu completamente abbandonata tanto da provocarne un degrado e una decadenza tali che oggi, per rimetterla in sicurezza e restaurarla così da farla ritornare ai suoi antichi splendori, occorrono importi che non sono neanche lontanamente nelle disponibilità del Comune.

E’ vero che a metà anni 2000 fu portato avanti un intervento di parziale restauro ma oltre ad essere stato insufficiente rispetto alla totalità dei lavori necessari, non fu accompagnato da una risoluzione del problema gestionale, in termini di costi manutenzione, di progettualità e di risorse umane ad essa dedicate. E lo sa bene l’ex assessore Cassini che, negli ultimi trent’anni, ha ricoperto vari ruoli in amministrazione e, pur avendo molto a cuore le sorti della villa, non mi pare abbia mai trovato una soluzione vera al problema in oggetto. Più volte, con più amministrazioni, si è tentato invano di individuare un modello gestionale virtuoso ed economicamente sostenibile per le finanze comunali nella gestione della villa. Ultimo in ordine cronologico, il tentativo di quest’amministrazione, con un bando rivolto esclusivamente ad associazioni culturali, enti o fondazioni, andato però deserto.  Abbiamo quindi predisposto un bando che aprisse anche a privati, a determinate condizioni.

Parlare di “svendita” è scorretto poiché non c’è alcuna alienazione, ma si tratta di concessione. E’ vero, come viene rilevato, che il canone di gestione sarà relativamente basso ma quello che non viene ricordato è che le spese di manutenzione per lavori di restauro e messa in sicurezza, da portare avanti secondo i rigidi protocolli della Sovrintendenza, saranno tutti a carico del concessionario. Per dare un’idea degli ordini di grandezza, basti sapere che qualche anno fa il Comune commissionò una perizia tecnica che stimò in circa 1,9 milioni di euro la spesa complessiva necessaria».

«Quanto alla critica che Villa Angerer non sarà più accessibile alla collettività – prosegue l’assessore Ormea replicando all’associazione Ponente Ambiente Cultura – sarà vero il contrario. Per decenni infatti i sanremesi non si sono neanche potuti avvicinare alla villa, dal momento che l’abbandono a cui era stata lasciata aveva generato grossi problemi di sicurezza, sia negli spazi interni che nell’area esterna del parco. Cosa che invece diventerà possibile se andrà a buon fine questa manifestazione di interesse: a margine del capitolato sopra citato mi sono personalmente premurata di prevedere un accordo in virtù del quale siano previsti alcuni appuntamenti culturali aperti alla collettività, in sinergia con gli assessorati al patrimonio, alla cultura e al turismo, in modo tale che la villa e il suo parco, una volta riportati ai loro antichi splendori, possano essere vissuti anche da residenti e turisti e possano entrare nel circuito delle eccellenze sanremesi oggetto di promozione internazionali».

L’assessore analizza poi potenziali benefici nella collaborazione pubblico-privato anche in ambito culturale: «Mi sembra che ci sia chi, per partito preso, in chiave ideologica, debba sempre demonizzare il privato. Non è la mia posizione. Io credo che, a determinate condizioni, dalla collaborazione pubblico-privato possano nascere progetti molto interessanti anche in ambito culturale. Guardiamo a ciò che hanno fatto l’amministrazione provinciale e l’amministrazione Biancheri con Villa Nobel, un’altra grande eccellenza del territorio che era in stato di forte abbandono da molti anni. Fu predisposto un bando aperto a privati e ricordo bene che qualcuno sollevò anche allora molte critiche per le stesse analoghe motivazioni. Oggi invece quel modello gestionale viene elogiato da più parti grazie alla virtuosa gestione manageriale di chi ha rilevato in concessione la villa, che è stata nel frattempo completamente riqualificata con investimenti molto importanti. E il pubblico non sarebbe mai riuscito a farlo.

E’ proprio a quel modello che abbiamo inizialmente guardato, perché il nostro principale obiettivo era di rivolgerci ad enti, fondazioni e associazioni culturali. Ma il bando è andato deserto. Tuttavia, qualora qualche fondazione o associazione fosse oggi interessata alla gestione di Villa Angerer alle medesime condizioni del bando, e mi rivolgo apertamente all’associazione Ponente Ambiente Cultura qualora abbia da avanzare una proposta concreta in tal senso, questo assessorato e quest’amministrazione la ascolteranno attentamente».

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