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San Valentino, Coldiretti: «Scegliere fiori “Made in Liguria” per sostenere settore colpito dalla crisi Covid»

«Ranuncoli, margherite, papaveri, mimosa e molto altro per stupire la persona amata con un dono speciale»

Genova. «Prima festa di San Valentino dell’era Covid, dove, neanche la pandemia, può impedire di mostrare i propri sentimenti alla persona amata con un colorato bouquet o una piantina in vaso Made in Liguria: per la festa degli innamorati gettonatissimi sono i regali floreali “parlanti”, con le rose rosse che esprimono passione, le margherite bianche che richiamano l’amore puro, il ranuncolo che simboleggia bellezza malinconica, i papaveri la semplicità e, per chi vuol far presente che si sente trascurato, perfette sono le anemoni. Ma quest’anno scegliere un fiore ligure assume un valore ancora più importante perché rappresenta l’occasione per un’importante boccata d’ossigeno per le imprese, che hanno dovuto fare i conti con i pesanti effetti della crisi, con il comparto del florovivaismo che ha subito un crack di 1,7 miliardi a livello nazionale».

È come commenta Coldiretti Liguria la mobilitazione per l’appuntamento del weekend con iniziative nei vivai, nelle fattorie e nei mercati di Campagna Amica, con gli agriturismi che non mancheranno di proporre menu speciali per gli innamorati: «Con 8 italiani su 10 (82%) che con l’emergenza Covid ritengono sia importante sostenere l’economia e l’occupazione nazionale, la festa di San Valentino è il primo tradizionale appuntamento per far ripartire gli acquisti di piante e fiori e sostenere un settore d’eccellenza della nostra regione. Molti sono i fiori e piante in vaso Made in Liguria che si possono scegliere grazie al lavoro delle aziende floricole che hanno, nel tempo, conservato questa tradizione facendosi largo sul mercato moderno, sbaragliando la concorrenza, soprattutto estera, per la qualità delle produzioni. Questo settore è quindi un comparto fondamentale della nostra economia, che si concentra per il 95% tra le province di Imperia e Savona, e che ad oggi conta 3.200 aziende di fiori e piante ornamentali in provincia di Imperia e circa mille nella provincia di Savona‘.

«Il settore florovivaistico ligure – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossaha pagato un prezzo pesantissimo alla crisi causata dalla pandemia. Purtroppo lo tsunami ha travolto particolarmente la nostra regione a causa del blocco del mercato interno e i rallentamenti, su quello estero che si sono verificati dalla scorsa primavera. Solo considerando il periodo gennaio-ottobre 2020 il dilagare del Covid ha provocato inoltre a livello nazionale il taglio del 50,3% dei matrimoni a fronte dei 170mila celebrati nello stesso periodo del 2019, azzoppato i bilanci delle aziende che adesso puntano sull’apertura della stagione 2021 con il tradizionale appuntamento di San Valentino. Le nostre sono tutte produzioni di altissima qualità che, da sempre, trovano spazio sul mercato grazie alla vitalità e notorietà del settore, oltreché grazie allo spirito di adattamento dei nostri imprenditori che, negli anni, hanno saputo reindirizzare le aziende per rispondere alle nuove esigenze del territorio e dei consumatori, con produzioni che oggi vanno dai ranuncoli e anemoni, alla mimosa, margherite, verde e fronde ornamentali.

Da salvaguardare c’è il futuro di un comparto chiave dell’economia ligure, quindi scegliere fiori locali, e italiani in generale, fa bene alla nostra economia, non dimenticando che sono senza dubbio di qualità migliore, non solo perché non devono affrontare lunghi viaggi, ma anche perché molti produttori sono impegnati a selezionare varietà che regalano profumi più intensi e caratteristici. Inoltre per salvare imprese e posti di lavoro sono necessari interventi urgenti e concreti su tutte le scadenze, fiscali e non, per la gestione dei dipendenti e l’accesso agli ammortizzatori sociali. La Coldiretti ha chiesto indennizzi a fondo perduto per coprire i danni subiti dalle imprese e garantire la liquidità necessaria a ripartire con i nuovi cicli produttivi, esonerando il settore dal pagamento di imposte e tasse e dei contributi previdenziali e assistenziali».

«Inoltre – concludono Boeri e Rivarossa – vanno potenziate nelle risorse, e allargate ad una platea più vasta, le misure previste per il Bonus Verde, e rilanciare le esportazioni cercando di aprire anche a nuovi mercati. Infine grandi aspettative dal Recovery Plan: digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici sono assi strategici di intervento anche per il settore dei fiori e delle piante, per dare sostenibilità alla crescita e garantire la sicurezza ambientale del Paese».