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Pontedassio, grazie alla tenda degli abbracci Liliana torna ad accarezzare il figlio Marco foto

Dono alla locale casa di riposo da parte di Rotary, Rotaract e Croce Rossa Italiana

Pontedassio. «Non ci sono parole, dopo così tanto tempo poter riabbracciare mio figlio», sono le parole che pronuncia Liliana Millesimi, vicina al traguardo dei 100 anni, mentre incontra il figlio Marco Pontarollo nella “tenda degli abbracci“, dono di Rotary e Rotaract alla Croce Rossa Italiana Comitato di Imperia, appena inaugurata alla Casa di riposo di Pontedassio, per far ritrovare agli anziani ospiti il calore umano perso con l’emergenza coronavirus.

stanza degli abbracci pontedassio

«Una emozione indescrivibile, grandissima -dice il figlio Marco –  dopo tanto tempo, finalmente poter riabbracciare mia mamma, una sensazione meravigliosa».

La stanza è, appunto,  una tenda pneumatica con all’interno un divisorio di plastica trasparente con delle “maniche” per infilare un braccio per parte e consentire così di stringere la persona che si trova dalla parte opposta del divisorio. “La tenda degli abbracci” è stata posizionata davanti a una porta finestra della struttura, in modo da consentire l’incontro fra anziani e parenti, rompendo, nello spazio di quel tempo, la solitudine nella quale vivono, evitando qualunque contatto diretto e l’accesso ai locali e garantendo, così, il mantenimento del necessario isolamento, contro il rischio di contagi.

Spiega don Matteo Boschetti, parroco di Pontedassio e presidente della Casa di riposo:  «È un contatto che è venuto a mancare da quasi un anno. Gli anziani hanno sofferto molto e chi si trova in queste strutture ha anche difficoltà di relazione, in quanto non riesce a usare con facilità gli strumenti di videochiamata o altro. È necessario tornare a quella che è la forma più comune di contatto: l’abbraccio, la carezza, la possibilità di vedere con una certa vicinanza i propri cari e poter avere un contatto umano, che si riconquista dopo tanto tempo e difficoltà. Senza dimenticare che l’emergenza non è finita. Questo è ovvio».

«Era arrivato il momento -sottolinea il membro del Cda della Casa di riposo “Opere Pie AgnesiGiuseppe Venuto  – di dare un po’ di vita ai nostri ospiti dopo tanta sofferenza, ci siamo riusciti e ringraziamo tutti».

(foto e video Christian Flammia)