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Polizia stradale, Regione Liguria contraria alla chiusura dei distaccamenti di Sanremo e Finale Ligure

«Non soltanto priverebbe il ponente ligure di due importanti presidi territoriali, vuol dire non tenere in considerazione la sicurezza e la salute dei cittadini», ha dichiarato l'assessore regionale Benveduti

Genova. «Oltre il danno, la beffa. Non solo dovremo scontare anni di pesanti cantierizzazioni sulle nostre autostrade, ma grazie all’eredità lasciata dal governo Conte, verrà meno anche la sicurezza delle strade regionali, nel nome di nuovi tagli della spesa pubblica». A dirlo è l’assessore alla Sicurezza di Regione Liguria Andrea Benveduti.

«Chiudere i distaccamenti di Sanremo e Finale Ligure non significa soltanto privare il ponente ligure di due importanti presidi territoriali – aggiunge Benveduti – , vuol dire non tenere in considerazione la sicurezza e la salute dei cittadini. Già, perché è intensa, specie in questo periodo, l’attività che la Polstrada sta mettendo in campo nella prevenzione dei fenomeni infortunistici, nella rilevazione di incidenti stradali, nell’accertamento di violazioni in materia di circolazione stradale e nella regolazione dei flussi di traffico di frontiera, sempre nel rispetto delle normative anti Covid.

In un territorio, inoltre, che avrebbe bisogno di urgenti investimenti di rafforzamento, vista la pericolosità della criminalità organizzata, le caratteristiche territoriali frontaliere, la presenza di porti importanti e l’articolata e complessa conformazione geografica. Eppure, il dipartimento della pubblica sicurezza, nel pieno della crisi pandemica, pare seriamente intenzionato a portare a compimento il percorso avviato nel 2016 dall’allora governo Renzi.

Pur avendo da poco assunto le funzioni di questa importante delega, ho piena consapevolezza della necessità di richiedere un pronto intervento agli organi competenti per scongiurare tali chiusure. Regione Liguria chiede al governo di non risparmiare sulla pelle dei cittadini, chiudendo per giunta reparti che si trovano a operare su strade statali considerate tra le più pericolose d’Italia», conclude Benveduti.