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Omicidio a Calvo, l’aggravante mafiosa contestata a Pellegrino l’8 aprile si discute in Cassazione

Per l'omicidio del ristoratore italo-francese Joseph Fedele

Ventimiglia. Verrà discussa in Cassazione il prossimo 8 aprile, la decisione del Tribunale del Riesame di Genova che ha rigettato la richiesta dell’avvocato Luca Ritzu, legale di Domenico Pellegrino, di escludere l’aggravante mafiosa contestata al presunto killer del ristoratore sessantenne Joseph Fedele, il cui corpo è stato trovato il 21 ottobre scorso in un fossato in località Calvo, a Ventimiglia. L’uomo era morto da almeno un mese.

Nel formulare la sua richiesta al Riesame, l’avvocato della difesa aveva sottolineato come la matrice mafiosa sia «frutto di una ricostruzione che si basa solo su dato medico del dottor Luca Tajana (il perito al quale è stata affidata l’autopsia di Fedele, ndr), il quale afferma che ci sono due fori di diverse dimensioni. Questo metodo, secondo noi, non è idoneo per dimostrare la dinamica dell’omicidio». Ma il Riesame aveva rigettato la richiesta. L’avvocato ha così ricorso alla Suprema Corte.