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Luoghi del Cuore Fai, la vittoria della Ferrovia delle Meraviglie «punto di partenza e non di arrivo»

«Non dimentichiamoci di questa linea, ma valorizziamola e potenziamola» è l'appello dei comitati e delle delegazioni Fai liguri e piemontesi

Imperia. Un grandissimo risultato che non vuole però essere un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Questa mattina le delegazioni Fai di Liguria, Piemonte e i comitati italiani e francesi si sono dati appuntamento per commentare la straordinaria vittoria della Ferrovia delle Meraviglie con 75.586 voti al decimo censimento dei Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano.

«Grazie per questo straordinario risultato di cui siamo molto felici, ora sappiamo che non perderemo più quel treno – ha dichiarato Carmen Lanteri della delegazione Fai Imperia – . Non appena è stato reso noto il risultato molti volontari e iscritti mi hanno contattata dicendo di festeggiare prendendo il treno e andando a Tenda, ma non tutti sanno che il tratto francese potrebbe riaprire entro l’estate, ma non si sa invece cosa succederà in quello italiano. Sono fiduciosa nel ruolo del Fai, al di là del premio in denaro sono sicura che grazie alla sua voce a livello nazionale porterà le oltre 75.000 voci al Governo italiano».

La ferrovia storica riceverà ora un contributo economico pari a 55.000 euro, 50.000 per la vittoria e 5.000 per il superamento della soglia dei 50.000 voti, fondi che saranno utilizzati per un progetto ancora da concordare: «Questi soldi sono una goccia nel mare, ma questo contributo simbolico è l’innesco di ben altro, il successo al censimento ha spesso smosso montagne impensabili», ha spiegato Federica Armiraglio, responsabile Fai dell’iniziativa nata nel 2003.

«É stato un risultato incredibile, un’esperienza che ha coinvolto l’intero territorio transfrontaliero, unito per fare emergere questa ferrovia a cui siamo tanto legati e che unisce territori molto diversi, la pianura e il mare passando dalla montagna, il Piemonte alla Liguria, l’Italia alla Francia – ha commentato Roberto Audisio della delegazione Fai di Cuneo – . Ci siamo battuti per questa ferrovia già nel 2013 quando venne detto che si trattava di un ramo secco che presto sarebbe stato tagliato, in quel caso il Fai intervenne e cercò di far sentire la voce della popolazione raccogliendo 25.000 firme evitando la chiusura e nel 2020 ci siamo chiesti cosa potevamo ancora fare per questa ferrovia che viene dimenticata un po’ troppo spesso».

«All’epoca è stata una grande vittoria perché la linea è stata salvata, ma probabilmente abbiamo mollato l’osso troppo presto, non ci siamo attivati ulteriormente e siamo stati dimenticati – ha affermato Roberta Cento Croce, presidente del Fai Liguria – . Oggi siamo sul filo del rasoio e l’alluvione del 2020 ha riportato in auge la ferrovia in quanto ad oggi rappresenta l’unico mezzo di trasporto della val Roja. Il lavoro dei comitati ha dato vita ad un luogo del cuore europeo ed è una novità per il Fai, quello che c’è da sperare è che l’Europa ci venga dietro perché abbiamo capito che ci sono problemi che non si possono risolvere a livello locale, per questo credo dovremmo combattere. Dopo la vittoria non finisce tutto qua, ma è una nuova forma di impegno».

Intervenuta per l’occasione anche Maria Leonetti Cattaneo del Fai Piemonte e Valle D’Aosta che ha dichiarato: «É stato un risultato importante, si è arrivati alla vittoria non solo grazie a chi utilizza la ferrovia, ma è stato un sentimento nazionale e internazionale con l’aiuto della Francia, è per noi motivo di vanto e di grande energia. Questo non è un ramo morto, ma è vivissimo».

«É stato impegnativo, ma è stata una bella soddisfazione. Ringraziamo tutte le persone, le associazioni, le organizzazioni, le famiglie che si sono impegnate per far vincere la ferrovia, è stato un qualcosa di unico e probabilmente solo il Fai è riuscito in un’impresa del genere – è il commento di Sergio Scibilia del comitato ventimigliese – . É stata una mobilitazione che è sfuggita al nostro controllo con persone che hanno votato anche dalla Svizzera, il coinvolgimento è stato il classico passaggio di parola in parola che ha funzionato tantissimo. Questa raccolta ha avuto momenti molto forti come l’alluvione, ora portiamo la vittoria a casa, ma manca tutto il resto, manca l’Europa, grande assente che abbiamo sempre testimoniato, ma manca la convenzione tra Italie e Francia, manca l’apertura della ferrovia, il ritorno alla normalità, dobbiamo trovare un referente politico che ci possa ascoltare e accogliere le nostre istanze. Speriamo che i fondi per l’ambiente previsti oggi a livello europeo possano essere investiti anche su questa linea. La prima cosa che chiediamo è la riapertura nel più breve tempo possibile», ha concluso.

In seguito all’alluvione del 2 e 3 ottobre scorso infatti la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza presenta infatti ancora innumerevoli problemi tecnici e interruzioni, in particolare nei tratti da San Dalmazzo di Tenda a Fontan e da Breil a Ventimiglia: «Non dimentichiamoci di questa linea, ma valorizziamola e potenziamola, è davvero una meraviglia di ferrovia che tutti devono conoscere», è l’appello lanciato ora dai comitati e dalle delegazioni liguri e piemontesi per salvare una delle ferrovie più belle del mondo.