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Imperia, truffa delle assicurazioni: dibattimento alle battute finali

Il raggiro scoperto dai carabinieri consisteva nella falsificazione di documenti di residenza allo scopo di lucrare sulla differenza tra il premio pagato e quello dovuto

Imperia. Si avvia alle battute finali il processo per la truffa delle assicurazioni: automobilisti di Napoli, ma anche di Matera e Bari, risultavano risiedere in provincia di Imperia in modo che i premi delle polizze avessero prezzi enormemente inferiori rispetto a quelli praticati nel Sud del Paese a causa del minor numero di veicoli circolanti e di sinistri stradali, garantendo, così, un ingiusto guadagno ai due intermediari, oggi imputati, derivante dalla differenza tra il prezzo effettivamente pagato e il premio dovuto.

Il procedimento che vede alla sbarra I.A. difeso dall’avvocato Tito Schivo e M.R. i due intermediari con una agenzia assicurativa del capoluogo, oltre ad alcuni degli intestatari delle polizze, si avvia alla conclusione. Il giudice monocratico Sonja Anerdi ha, infatti, fissato per il prossimo 16 giugno la data dell’udienza dedicata alla discussione finale. La pubblica accusa è sostenuta dal pubblico ministero Monica Vercesi.

La truffa, scoperta nel 2012 dai carabinieri consisteva nella falsificazione di documenti di residenza allo scopo di lucrare sul premio effettivamente pagato e quello dovuto. In particolare, I.A. e M.R. secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, facevano falsamente figurare residenti in provincia di Imperia, e cioè in una provincia con un numero di veicoli circolanti e di sinistri inferiore rispetto ai luoghi in cui vivevano, gli intestatari delle polizze, inducendo così la compagnia assicurativa in errore e procurandosi in questo modo un ingiusto profitto.

Nel 2011 le polizze auto in provincia di Napoli erano aumentate del 105 per cento portando quella città al primo posto come costi per le assicurazioni auto, mentre la provincia di Imperia era settantaseiesima in classifica con un aumento di appena lo 0,9 per cento.