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Imperia, spostamento capolinea Rt in Largo Piana: sindacati proclamano stato di agitazione

Denunciano la pericolosità e i disagi che si verificano quotidianamente

Imperia. Le organizzazioni sindacali Cgil CISL UIL Faisa e UGL della Riviera Trasporti sono pronti a preannunciare la proclamazione dello stato di agitazione per la situazione venutasi a creare con lo spostamento del capolinea in Largo Nannolo Piana e la cancellazione dell’area di sosta di piazza Unità Nazionale.

«Siamo increduli che si possa pensare che la nuova area sia sufficiente al fabbisogno del trasporto pubblico in un capoluogo di provincia. Siamo certi che chi ha preso tale decisione non abbia presente il movimento che gravita in una giornata né come numero di mezzi né come utenti. Siamo infatti a denunciare la pericolosità che quotidianamente si verifica dovuto agli scarsi spazi di movimento e alla disorganizzazione dovuto all’insufficienza di stalli. I passeggeri sono costretti a continui e repentini attraversamenti e spostamenti per individuare l’autobus da poter prendere, mettendosi in pericolo creando ostacolo e confusione.

Stiamo assistendo a questo tipo di spettacolo con la consapevolezza che tutto peggiorerà nel momento che le scuole saranno a pieno regime dove centinaia di ragazzi attenderanno il loro autobus in pochissimo spazio. Non è possibile organizzare un servizio preciso se non si hanno degli spazi. Segnaliamo inoltre il forte disagio che sono costretti a subire i conducenti dal momento che non hanno più la possibilità durante il servizio di poter usufruire ad esempio dei servizi igienici in quanto a fronte dello spostamento dell’area di sosta esistente in piazza Unità Nazionale sull’Argine Sinistro, si sono visti privare di ogni possibilità. Ci chiediamo quanta importanza si dia al trasporto pubblico in questa città, perché da come è stato trattato ci pare dia più fastidio che beneficio a chi la gestisce.

Siamo ancora in attesa, senza nessun riscontro alla nostra richiesta di incontro, di poterci confrontare con il sindaco per portare la voce di chi vive in prima persona e sulla propria pelle le decisioni prese dietro una scrivania» – dicono le segreterie provinciali.