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Imperia, la commemorazione al cimitero di Oneglia per le vittime del Covid fotogallery

A un anno dall'inizio della pandemia campane a morto e sirene nei bacini portuali

Imperia. Cerimonia stamattina  al  cimitero di Oneglia per ricordare le vittime del Covid a un anno dall’inizio della pandemia.  Presenti il sindaco Claudio Scajola,  il prefetto Alberto Intini, autorità civili e militari, e il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, monsignor Guglielmo Borghetti.

Imperia, vittime del Covid, la cerimonia al cimitero di Oneglia

Alla cerimonia hanno partecipato  anche i rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle pubbliche assistenze in prima linea contro la pandemia e le conseguenze economiche.

«Questa è un a commemorazione, diversa, unica rispetto agli appuntamenti istituzionali a cui siamo abituati. Qui non si tratta di mantenere viva la memoria di episodi lontani nel tempo non stiamo ricordando, eventi di storia perché ci indicano la strada del domani. Oggi siamo qui per qualcosa che ancora drammaticamente presente in mezzo a noi è l’emozione, quindi non può che essere diversa.  Il virus ha stravolto le nostre vite ormai da un anno e oggi è l’anniversario dell’inizio. Possiamo ancora sentire il silenzio irreale delle piazze e delle strade vuote durante i mesi del lockdown, abbiamo tutti ancora negli occhi le immagini degli operatori sanitari stremati dalla fatica con il volto segnato nei giorni delle terapie intensive al collasso», ha detto il sindaco Claudio Scajola. «Ma, soprattutto, nei nostri cuori portiamo ancora le ferite per chi soffre per la malattia e per chi ci ha lasciato. A loro è dedicata questa giornata. A chi ha perso la propria battaglia contro questo maledetto virus. Quasi 100 mila persone soltanto in Italia. Numeri spaventosi. Numeri da guerra. C’è un dato che riguarda questa Città, la nostra Città, che mi ha colpito. Pur non essendo state tra quelle più martoriate dal Covid, rispetto all’anno precedente i decessi, per tutte le cause, sono aumentati del 30% a Imperia. Nel mese di marzo 2020, quello dell’apice della pandemia, siamo arrivati a registrare il 128% in più.

Dunque, con quale spirito affrontare il futuro prossimo? A lungo, per mesi, ci siamo sentiti orgogliosi di appartenere a una comunità. Ci siamo dati tutti una mano. Abbiamo applaudito l’impegno di chi è in prima linea nella guerra al virus. Poi, come i capponi di Renzo, siamo tornati a dividerci e a beccarci l’uno con l’altro, come accade troppo sovente tra compagni di sventura. Ogni giorno dobbiamo ricordare a noi stessi che il nemico era ed è sempre e soltanto uno: il virus.

Con i nostri comportamenti virtuosi, accelerando la campagna vaccinale, con meno polemiche e più collaborazione, potremo uscire da questa situazione che tante sofferenze, anche di carattere economico e sociale, sta procurando alla nostra comunità. Un grande romanziere ha scritto che “l’ora più buia è quella che precede il sorgere del sole”. Con questa certezza dobbiamo andare avanti. Non è facile, lo comprendo. Ma non siamo fatti per arrenderci», ha concluso il primo cittadino.

Nelle foto e nei video del nostro Christian Flammia le immagini della commemorazione.