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Il “volto” bello di Imperia nei ritratti di Settimio Benedusi, l’artista si racconta

Intervista con il noto fotografo imperiese che parla anche dell'amore (ritrovato) per la sua città

Imperia. «I ritratti? Una cosa antica e nel contempo rivoluzionaria. Nessuno va più va dal fotografo per farsi fare un ritratto, nessuno stampa più le proprie fotografie. Per centinaia di anni le élite del mondo, i nobili, il clero quelli che potevano permetterselo andavano da un pittore per farsi ritrarre. E non era semplicemente un ritratto, ma la certificazione di una identità». Con queste parole il noto fotografo imperiese Settimio Benedusi, ospite nei nostri studi, parla dell’operazione “Ricordi? Ritratti fotografici” appena conclusa nella sua bottega di Porto Maurizio, al Parasio, la città alta che lo ha accolto in questi mesi di lockdown e distanziamento, lontano da Milano luogo di elezione della sua attività.

settimio benedusi collage

Proprio  stamattina sui muri della città sono apparsi i manifesti murali che chiudono la “campagna”, con i quali l’artista ha inteso ringraziare gli imperiesi. «Ho voluto rendere un omaggio a tutte le persone che sono venute a farsi fare un ritratto in questi mesi facendo affiggere per la città dei grandi manifesti che ritraggono soggetti maschili e femminili, un padre, un figlio, una nonna e una nipote per ringraziare tutti quelli che sono venuti da in questi mesi a farsi fare un ritratto sommergendomi di amore, affetto e di storie. E’ stata una cosa bellissima», sottolinea Benedusi che si commuove leggendo il messaggio che Serena, moglie di uno dei personaggi ritratti nel manifesto gli ha spedito subito dopo la comparsa sui muri di Imperia dei manifesti.

Settimio Benedusi illustra anche della sua prossima iniziativa, “Lezioni di fotografia al Parasio di Porto Maurizio che partirà il 1° marzo, il cui ricavato sarà interamente devoluto al Circolo Parasio per iniziative sociali.

Infine, Benedusi, parla anche della sua carriera, del trasferimento a Milano da Imperia, del ritorno alle sue radici e delle potenzialità della città riscoperte in questo anno trascorso nei luoghi della sua infanzia.