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Giornata della vita, vescovo Suetta contro l’aborto: «E’ un delitto che costituisce un omicidio»

«Piaga disumana e incivile che ha assunto da anni proporzioni spaventose»

Ventimiglia. «Carissimi presbiteri e diaconi, carissimi fedeli della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, nella prima domenica di febbraio la Chiesa italiana promuove la giornata della vita per rinnovare nelle coscienze di tutti la considerazione del valore supremo del dono della vita umana e l’assoluta necessità che esso venga rispettato, nella giustizia e nella libertà, dal primo istante del concepimento fino alla sua fine naturale». Inizia così il messaggio scritto dal vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo monsignor Antonio Suetta in occasione della 43esima “Giornata della Vita“, che si terrà il prossimo 7 febbraio.

Parole forti, quelle del vescovo, che condanna fortemente l’aborto attualmente divenuto la prima causa di morte nel mondo: una pratica che il Cristianesimo rifiuta in quanto considerata contraria alla vita. «Constatiamo purtroppo sempre più spesso come la vita umana sia rifiutata e disprezzata nelle derive abortistiche ed eutanasiche della maggior parte delle legislazioni nazionali – dice Suetta – E come molteplici atteggiamenti di chiusura, indifferenza, ingiustizia e violenza feriscono gravemente la dignità dell’uomo nelle varie stagioni ed avvenimenti dell’esistenza». 

«Desidero in questa circostanza – aggiunge – Rinnovare in particolare l’invito a considerare attentamente la gravità del delitto dell’aborto non soltanto perché costituisce un omicidio, ma anche perché purtroppo un’insistente propaganda tende ad assuefar e le coscienze, e anche molti cristiani si avventurano sciaguratamente a pensare che sia legittimo addirittura doveroso garantire una sorta di “diritto all’aborto”, che non può sussistere in quanto si tratta di un male grave ed oggettivo».

Ancora Suetta: «La piaga disumana e incivile dell’aborto ha assunto da anni proporzioni spaventose: nel 2020 è stata la principale causa di morte nel mondo con 42,6 milioni di vittime a fronte dei 17,9 milioni di morti per infarto, 8,7 milioni di morti per cancro, 1,8 milioni di morti per COVID-19 e 1,7 milioni di morti per HIV (dati dell’OMS) – scrive il vescovo -. È la legge naturale scritta nel cuore dell’uomo che dovrebbe condurre al rifiuto di ogni attacco alla vita e all’efferato delitto dell’aborto, ma soprattutto la coscienza cristiana e la fede cattolica, devono condurre tutti noi a contrastare con coraggio la deriva morale e culturale che considera l’aborto un diritto e una decisione praticabile».

Suetta esorta i fedeli a «conoscere ed approfondire il Magistero della Chiesa affinché nella formazione della propria coscienza, nell’educazione dei figli, nella vita delle associazioni cattoliche e nella valutazione dei programmi politici e dei loro esponenti sappiamo esprimere un giudizio chiaro e sostenere con fermezza che non ci si può riconoscere cristiani e cattolici dando anche un blando indiretto sostegno alla logica perversa dell’aborto». E aggiunge: «Insisto sull’aborto perché, a fronte della atrocità di tale pratica spaventosamente diffusa, tante altre forme di impegno promozionale dell’uomo e della sua condizione sulla terra rischiano di essere troppo deboli nelle motivazioni e nella concreta operatività e, in tanti casi, rappresentano una vera e propria ipocrisia. Tanto “buonismo” e tante affermazioni di principio a tutela dei diritti umani, assolutamente vere ed opportune, vanno inevitabilmente a schiantarsi contro la malvagia convinzione che sia possibile sopprimere una vita nel grembo materno».

Il messaggio completo del vescovo Antonio Suetta in versione pdf: Messaggio Giornata per la Vita 2021.