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Da Sanremo a Ventimiglia zona rossa? «Le imprese non sono interruttori, se il problema è la Francia intervenga lo Stato con i controlli»

La parola al consigliere provinciale Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) Roberto Berio

Sanremo. «E’ il teatro dell’assurdo. Da un giorno all’altro si cambiano le carte in tavola, abbiamo già detto mille volte che le imprese non sono degli interruttori accesi o spenti». Commenta così il consigliere provinciale Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) Roberto Berio la possibile trasformazione in zona rossa o arancione del ponente ligure, da Ventimiglia a Sanremo comprese, per una recentissima recrudescenza dei contagi in quella zona.

roberto berio collage

Spiega il ristoratore «Le imprese fanno acquisti, investimenti, programmazione. Bisogna segnalare due cose. Per la prima volta in Liguria si decide di chiudere una zona e non la regione. Quando c’erano i cluster a Savona e Spezia, perché non le hanno chiuse quando noi eravamo quasi in zona bianca? E invece hanno chiuso tutto? Non ci possono chiudere da un giorno all’altro. Ci facciano chiudere lunedì prossimo, bisogna dare almeno una settimana, far lavorare nei weekend delle aziende che rischiano di fallire».

Sembra che molti dei contagi possano provenire dalla vicina Francia, dalla quale provengono (anche se in questi giorni non si potrebbe) molta della clientela per le piazze ponentine. Oltralpe, inoltre, ci sono due varianti del virus: quella sudafricana e quella brasiliana. «Noi rispettiamo le regole – dice Berio – se il problema sono i francesi non siamo noi che dobbiamo intervenire. Intervenga lo Stato, il ministro, con dei controlli all frontiera. Chiudano i francesi ma facciano aprire le nostro attività nel rispetto delle regole».