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Covid in Liguria, Tosi (M5s): «Toti acceleri sulle vaccinazioni, in Italia siamo penultimi»

«Prima circoscrivere un'area dove il virus circola di più era un'eresia, ora invece è la via giusta. Il governatore ligure si decida»

Genova. «Certo che il Governatore della Liguria è davvero un fenomeno! Nel penultimo consiglio regionale lo avevamo invitato a considerare l’idea di circoscrivere le province più infette per mettere il resto della regione al riparo da un generalizzato ritorno in zona arancione. Rispose così, il 9 febbraio scorso: “stiamo valutando”. Poi non fece nulla. Oggi, invece, di fronte all’ipotesi di un’Italia tutta zona arancione, eccolo che se ne esce con un “Semmai prendiamo misure anche drastiche, ma circoscritte, nelle aree dove il virus dovesse crescere di più”. Ah però… le giravolte secondo convenienza! Se lo chiede l’opposizione, allora è una sciocchezza. Se lo dice lui, invece, è una genialata. Ricordiamo allora al presidente che questa ipotesi è stata messa in pratica persino dal suo compare Fontana pochi giorni fa: non è che magari l’aver dichiarato quattro comuni zona rossa, ha permesso alla Lombardia di rimanere zona gialla? Altro che “gli interventi fatti tre giorni prima danno risultati 10 giorni dopo”, come ebbe a scrivere Toti replicando alla minoranza con il solito tono paternalistico, dopo l’onta di essere tornati in zona arancione nonostante i numeri delle restanti tre province non fossero affatto allarmanti come l’imperiese».

Lo dichiara il capogruppo regionale Fabio Tosi, che poi aggiunge: «Non solo: ora il presidente nonché assessore alla Sanità dichiara che occorre “accelerare la campagna vaccinale” e “trovare più dosi da mandare alle Regioni”. Ma senti senti… Molto interessante come concetto. Anzi, giusto come concetto. Peccato che una dichiarazione del genere ce la aspetteremmo da una regione tra i primi posti (ma va bene anche a metà classifica, dai siamo buoni) per vaccinazioni effettuate, non certo dalla Liguria, che è la penultima d’Italia con il 59,6% delle dosi somministrate sul totale di dosi ricevute. Dietro di noi solo la Calabria!».

«Toti si rende conto che la linea dell’attuale esecutivo ricalca quella del Governo precedente? Se, per Toti, Conte era un incapace, allora Draghi che cos’è? Gli diamo un aiutino: si affida alla medicina e alla scienza esattamente come fecero i suoi predecessori. Sarà curioso vedere Toti arrampicarsi sugli specchi quando da Roma, per contrastare il contagio, arriveranno disposizioni pressoché identiche a quelle dell’esecutivo Conte», conclude Tosi