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Coronavirus, Toti: «Giornata complessa». Sulle proteste: «Le leggi si rispettano, ma comprendo esasperazione»

In Liguria la circolazione della variante inglese è pari al 15% dei tamponi

Genova. «E’ stata una giornata abbastanza complessa, da oggi la regione Liguria è in zona arancione. Ieri abbiamo lavorato moltissimo, ci siamo confrontati moltissimo con il nuovo e vecchio governo, perché i provvedimenti sono a cavallo tra i due governi: avevamo chiesto di poter posticipare l’entrata in area arancione nel nostro territorio di 12 ore, visto che poi in realtà i dati non sono così drammatici come qualcuno vorrebbe far credere, per far lavorare oggi i nostri ristoranti nel giorno di San Valentino ma ci è stato detto che non era possibile farlo». Lo ha detto durante il consueto aggiornamento sulla situazione Coronavirus in Liguria, il presidente Giovanni Toti che ha ricordato i tentativi fatti venerdì e sabato per posticipare l’entrata della regione nell’area di rischio arancione, che vieta le consumazioni ai tavoli in bar e ristoranti, aperti solo per asporto e consegne a domicilio.

Toti ha inviato una missiva anche al premier Mario Draghi perché, spiega il governatore ligure «ritengo che il nostro paese meriti un cambio di passo, un marcia in più, un’attenzione in più per il mondo dell’economia che sta soffrendo molto e che oggi in qualche modo ha protestato». Riferendosi ai ristoratori che hanno tenuto aperto le proprie attività nonostante l’ordinanza del ministro Speranza, Toti ha aggiunto: «Ovviamente le leggi si rispettano, però io comprendo l’esasperazione delle persone che non ce la fanno più. Dovremmo pensare a delle regole, e spero che il nuovo governo lo voglia fare da qui al 5 marzo, che rendano più flessibili gli interventi che facciamo in alcuni territori, perché è evidente che la situazione è molto differenziata».

Il leader di Cambiamo! ha poi espresso parole dure contro Walter Ricciardi, il «il super consulente del ministro Roberto Speranza»: «Oggi – ha detto Toti – L’ho sentito auspicare addirittura un lockdown generale. Tutte le domeniche noi ci svegliamo e troviamo questo signore, Ricciardi, che fa il consulente e che dice che le Regioni non capiscono niente, che il ministro non capisce niente, che l’Italia non capisce niente, che il nostro sistema sanitario non capisce niente, insomma sostiene che tutti sbagliano e che è bravo solamente lui e propone come soluzione il lockdown generale». «Francamente – ha concluso – Sembra quel film di Troisi e Benigni, “Non ci resta che piangere”, dove c’era quel frate che ripeteva tutti i giorni “ricordati che devi morire”: francamente mi sono un po’ stufato di vedere persone che pontificano sul lavoro degli altri e propugnano soluzioni di cui questo Paese francamente è allo stremo».

Facendo il punto sui dati di Alisa, su nuovi positivi e ricoveri nelle aziende sanitarie liguri, Toti ha aggiunto che oramai la variante inglese compare nel 15 per cento dei casi. «Per il momento – ha spiegato – Questa variante inglese non ha portato a significativi cambi di comportamento o di Rt del virus». Il territorio con la maggiore circolazione di Covid-19 resta l’imperiese.