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Coronavirus, respinta richiesta Liguria. Toti spara a zero su Draghi: «Governo inizia male»

Il presidente ligure aveva chiesto al premier lo slittamento dell'ingresso in zona arancione a lunedì

Genova. Niente da fare, la Liguria allo scoccare della mezzanotte entrerà ufficialmente in zona arancione. Non ci sarà dunque nessuna proroga di 24 ore come richiesto nell’istanza inviata dal presidente della Regione, Giovanni Toti, al neo Governo Draghi.

«Il richiesto differimento non appare coerente con il quadro epidemiologico rappresentato nell’ultimo monitoraggio del 12 febbraio ed, invero, sarebbe in contrasto con il principio di massima cautela che deve ispirare ogni intervento a tutela della salute pubblica», si legge nella risposta inviata dal ministero della Salute al governatore ligure.

Nella giornata di San Valentino i ristoranti, già fortemente penalizzati dalla pandemia, dovranno pertanto restare chiusi, incassando un’ulteriore mazzata, soprattutto tenendo conto che quasi la totalità dei locali si era già approvvigionata per la speciale giornata.

La replica di Toti non si è fatta attendere: «Cominciamo male, caro Governo! Intanto solo alle 19 di oggi è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana l’ordinanza che colloca alcune Regioni in fascia “arancione”. Cioè cinque ore prima della sua entrata in vigore. Francamente, siccome questo è l’atto formale che rende operativa quell’ordinanza, forse si poteva fare un po’ prima, per dare almeno un quadro di certezza», dichiara il presidente di Regione Liguria che prosegue:

«Secondo: il nostro appello a rimandare solo di qualche ora l’entrata in vigore per consentire ai ristoratori di poter svolgere almeno il pranzo di San Valentino, con molte prenotazioni già prese, è stato respinto. Onestamente ritengo che questo rifiuto segni un grave sbilanciamento dell’equilibrio tra salute ed economia. Un piccolo gesto per una categoria già duramente colpita non avrebbe, in poche ore, aggravato la situazione epidemiologica, tanto più che i dati sono in miglioramento, gli ospedali sotto il livello di guardia e la maggior parte del territorio regionale resta al di sotto dei limiti previsti.

Quello che mi preoccupa è che si tratta del primo atto ufficiale del Governo Draghi, un Governo da cui tutti ci aspettiamo qualcosa di più e di meglio del precedente per quanto riguarda l’attenzione al mondo delle imprese. Se la prima impressione è quella che conta, questa non è una buona impressione. Spero che la discontinuità verso un atteggiamento punitivo al limite dell’ideologia sia solo legato al breve tempo decorso dall’insediamento. E credo che, come me, se lo augurino anche migliaia di attività a cui sono state negate poche ore di lavoro in più».