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Coronavirus, Liguria entra in zona arancione. Di Baldassarre (Confcommercio): «Associazioni fanno da diga, ma rabbia è tanta» foto

Tanti ristoratori hanno annunciato l'intenzione di voler tenere aperto

Sanremo. «Tutte le associazioni di categoria hanno cercato fino ad ora di fare da diga per la rabbia che c’è. Sì, rabbia, perché ci sono madri e padri che lavorano per dar da mangiare ai propri figli. Bisogna prendere atto di ciò che sta accadendo: sedersi a un tavolo e capire come aiutare queste famiglie». Lo ha detto Andrea Di Baldassarre, ristoratore e presidente di Confcommercio Sanremo. Anche lui, come tanti sui colleghi nella centralissima piazza Bresca, alle 18 ha abbassato le serrande del proprio locale. Da domani, chi vorrà potrà tenere aperto solo per asporto o delivery: l’ordinanza a firma del ministero della Salute Roberto Speranza parla chiaro.

piazza fresca sanremo Baldassarre

Ma sono tanti i ristoratori che hanno annunciato di voler sfidare il provvedimento, assunto a 24 ore di una domenica di intenso lavoro, come quella di San Valentino: festa degli innamorati che aveva fatto registrare il tutto esaurito nei locali, comportando per gli imprenditori l’acquisto di derrate alimentari che, ora, verranno quasi sicuramente sprecate.

«Siamo perplessi per il solito motivo: dopo un anno si è capito che questo governo, o ex governo, o comunque i ministri che decidono non hanno ancora capito cosa significhi lavorare, cosa significhi per una azienda mettersi in moto – dichiara Di Baldassarre -. Si pensa sempre a un interruttore “on e off”, ma non è così. Per San Valentino le prenotazioni avevano riempito i locali del nostro territorio e ad oggi si trovano con derrate alimentari nei frighi, comprate nei giorni scorsi. Derrate alimentari che ora verranno mangiate a casa o sprecate, si parla di migliaia di euro buttati. E questa non è la prima volta: già in passato avevamo segnalato il problema, chiedendo di avvisare prima».