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Coronavirus, Confesercenti Imperia: «Basta giochi, ora soluzioni»

«Bisogna che il nuovo Governo insieme a tutte le Regioni cambino radicalmente sistema, il preavviso deve essere dato alle attività economiche almeno 5 giorni prima della scadenza per l’eventuale cambio di colore»

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Imperia. «Le nostre imprese stanno attraversando uno dei momenti più drammatici della storia e il ritorno della Liguria alla zona arancione comporta l’ennesimo danno al tessuto economico, in particolare a tutta la filiera della ristorazione, che vale solo per San Valentino decine di milioni di euro in termini di costi sostenuti e mancati incassi». Sono le dichiarazioni di Confesercenti Imperia sulla situazione delle imprese della provincia.

«Bisogna che il nuovo Governo insieme a tutte le Regioni cambino radicalmente sistema, il preavviso deve essere dato alle attività economiche almeno 5 giorni prima della scadenza per l’eventuale cambio di colore. Va poi definitivamente superato l’impianto del Dpcm, consentendo l’apertura dei pubblici esercizi a pranzo e a cena in zona gialla ed a pranzo in zona arancione. Non ci stiamo più a essere additati come i responsabili dei contagi, a fronte di tutti i protocolli sanitari puntualmente applicati.

Occorre subito un ristoro per coprire anche i danni di San Valentino per la categoria, che non sono solo riconducibili alla pandemia, ma ad una confusa gestione della comunicazione da parte della Regione. Siamo stanchi di inutili scaricabarili e di improbabili soluzioni dell’ultimo minuto. I ristoratori di altre regioni erano stati informati del cambio di colore con anticipo e l’ipotesi di ordinanze regionali in contrasto con quella ministeriale non può essere una soluzione.

Così si contribuisce solo ad aggiungere confusione alla confusione, mettendo ulteriormente a rischio le imprese e soprattutto non conseguendo l’obiettivo che ora è indispensabile: cambiare registro, programmare, uscire dalla logica emergenziale dopo un anno di soluzioni estemporanee, affastellamento di provvedimenti, ristori al contagocce. Le istituzioni devono tutelarci, creare le condizioni per rispettare le regole, e non costringerci a percorrere la strada dell’illegalità, pericolosa per tutti.

Le imprese non vivono di slogan, false speranze, illusioni, hanno bisogno di risposte certe a problemi reali. Sono tantissime le voci di chi ha comprato centinaia di euro di prodotti freschi destinati alla spazzatura, peggiorando ancora il proprio indebitamento e aggiungendo disperazione alla disperazione.

Anche l’istanza di posticipazione dell’entrata in vigore arriva purtroppo troppo tardi, con le disdette arrivate a pioggia.
Va stabilito un tavolo di interlocuzione stabile con le associazioni della somministrazione per gestire la situazione senza causare ulteriori ferite alle imprese».

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