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Coronavirus, assessore Marco Scajola: «Zona arancione da domenica calpesta sacrifici dei ristoratori»

L'espondente regionale di Cambiamo!: «Chiediamo intervento immediato a nuovo governo»

Genova. «Siamo profondamente delusi e arrabbiati: se il nuovo governo vuol dare prova di cambiamento lo dia prorogando di 24 ore la zona gialla». A dichiararlo è l’assessore regionale Marco Scajola che, subito dopo aver appreso la decisione del ministro della Salute, Roberto Speranza, di far scattare la zona arancione dalle 00,01 di domenica, si unisce all’appello del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e chiede al governo «un segnale di rispetto nei confronti dei lavoratori e dei sacrifici che hanno fatto fino ad ora per cercare di sopravvivere».

Una doccia fredda, quella scesa sulle spalle dei ristoratori liguri, che avevano già grandi aspettative per il pranzo di domenica 14 febbraio, giorno in cui gli innamorati festeggiano San Valentino. Acquisti di merce già effettuati, prenotazioni e organizzazione del lavoro che, se il provvedimento governativo dovesse entrare in vigore a mezzanotte (come è stato deciso ieri sera), verranno vanificati, causando una grave perdita economica, l’ennesima, a una già fragile economia.

«Il presidente Toti è stato l’unico dei governatori delle regioni che sarebbero passate all’arancione a chiedere che l’ordinanza scattasse da lunedì, ma il suo appello è caduto nel vuoto – spiega Marco Scajola -. Non è possibile agire in questo modo: i ristoratori avevano già investito per assicurare ai commensali il pranzo della domenica e, ora, chi li risarcirà di questa spesa? Spero il governo, ma nutro seri dubbi». 

A far ritenere che lo slittamento di 24 ore dell’ingresso in zona arancione, e la conseguente apertura di bar e ristornati solo per l’asporto e il delivery, non costituiscano un problema c’è la peculiarità di una festa pensata per le coppie: «Chi va il ristorante ci va in coppia – dice l’assessore – Si tratta di due persone che convivono o comunque si frequentano: non è un momento di assembramenti come potrebbe essere invece il Capodanno. Cancellare tutto all’ultimo significa calpestare non solo l’economia ma anche i sentimenti delle persone».

Questo il motivo per cui, ancora stamane, il governatore Toti ha lanciato un appello affinché il nuovo governo prenda un provvedimento considerato «di buon senso». Spiega Scajola: «Chiediamo al nuovo governo Draghi di intervenire immediatamente e ha facoltà di farlo con un consiglio dei ministri che faccia slittare la zona arancione di 24 ore». «Questo sarebbe – conclude – Un gesto di grande serietà e di vero cambiamento rispetto alle brutte abitudini che aveva il governo precedente, che emanava Dpcm alle 20,30 senza confrontarsi in maniera adeguata con i territori».