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Consiglio regionale, contratti irregolari in Liguria e strutture sanitarie tra i punti all’ordine del giorno

Affrontati diversi temi

Genova. Nel pomeriggio di oggi si è svolta un’altra seduta del Consiglio regionale. Sono stati affrontati diversi temi:

Contratti irregolari in Liguria
Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha rilevato che la pandemia ha reso più complessi i controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e che tra il 2017 e il 2019, le irregolarità sono aumentate passando da 63,5% a 68,5%, nonostante la forte diminuzione dei controlli effettuati, mentre nei primi nove mesi del 2020, nonostante un’ulteriore diminuzione di ispezioni, l’indice delle irregolarità è salito al 69%. Candia ha chiesto alla giunta di intervenire.

L’assessore alle politiche del lavoro Gianni Berrino ha spiegato che la Regione non ha competenze specifiche sulla materia che spettano al Governo, ma ha rilevato l’importanza del tema. Berrino ha proposto, quindi, di indirizzare l’interrogazione al prossimo Ministro del lavoro auspicando una riforma a livello nazionale e l’intensificazione dei controlli e della vigilanza.

Requisiti per il funzionamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie e sociali
Mabel Riolfo (Lega Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di rideterminare la decorrenza del requisito “di almeno 3 anni” richiesta per gli infermieri coordinatori che prestano assistenza domiciliare e che doveva scattare dal primo gennaio scorso. Il consigliere ha precisato che la stessa ALiSa, ha evidenziato che il requisito non è completamente applicabile in questa situazione di emergenza da parte degli enti gestori.

L’assessore alle politiche sociali Ilaria Cavo ha condiviso i problemi sollevati dal consigliere annunciando che il requisito sarà richiesto a partire dal 1 gennaio 2022.

Fondo per la morosità incolpevole.
Sergio Rossetti (Pd-.Articolo Uno) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta da tutto il gruppo in cui ha chiesto alla giunta perché non è stato incrementato il “Fondo Morosità Incolpevole”. Il consigliere ha rilevato che «la Regione a novembre 2020 ha stanziato circa 400 mila euro per la morosità incolpevole da destinare a 23 Comuni liguri ad alta tensione abitativa ma il fabbisogno – ha detto – è molto superiore alla cifra stanziata potrebbe
arrivare addirittura a circa 7 milioni».

L’assessore all’edilizia Marco Scajola ha spiegato che nel 2020, vista l’emergenza Covid, la Regione ha dato l’opportunità ai Comuni di usare indifferentemente i fondi destinati alla morosità incolpevole e i fondi di sostegno degli affitti e ha spiegato che 2020 sono stati ripartiti a favore dei 23 Comuni ad alta densità abitativa oltre 2 milioni di euro. Scajola ha specificato che la giunta destina ogni anno 300 mila euro per la morosità incolpevole degli assegnatari degli alloggi Erp e che nel 2020 il fondo ha supportato le famiglie in difficoltà per le restrizioni Covid. L’assessore ha poi ricordato l’attivazione del Fondo di garanzia, che riduce i rischi derivanti dall’insolvenza del conduttore nel contratto di locazione.

Piano Sociale Integrato Regionale (PSIR)
Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di aggiornare il Piano Sociale Integrato Regionale e di intervenire sui criteri di riparto dei fondi a Comuni e Distretti socio assistenziali. Il consigliere ha sottolineato che l’ultimo PSIR risale al triennio 2013-2015 e che il Piano rappresenta il principale strumento di pianificazione regionale e diventa essenziale nella crisi psico-sociale ed economica che è scaturita dalla pandemia.

L’assessore alle politiche sociali Ilaria Cavo ha rimarcato che è stato comunicato ufficialmente l’avvio della revisione dello PSIR, sottolineando, fra l’altro, la necessità di questa revisione. L’assessore ha assicurato che la procedura ha la massima trasparenza e sarà condivisa con il territorio, con ANCI e tutte le istituzioni coinvolte, anche relativamente alla destinazione delle risorse.

Penalità previste dal Contratto di Servizio 2018-2032 tra Regione e Trenitalia
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di rinegoziare il Contratto di Servizio per garantire condizioni più favorevoli all’utenza. Il consigliere ha rilevato che il montante massimo per l’erogazione delle penalità, che potrà essere richiesto a Trenitalia nel 2019 è di 2 milioni 471 mila euro, cioè un milione e 525 mila euro inferiore al totale delle penali quantificate per il 2019.

L’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha ricordato che nel precedente contratto di servizio le penali che venivano comminate erano costantemente annullate perché Trenitalia veniva premiata per la puntualità. «Nel 2018 – ha aggiunto – abbiamo preteso per primi la puntualità anche nelle stazioni intermedie e abbiamo concordato che ci fosse un tetto, che sembrava spropositato rispetto agli anni precedenti, e abbiamo inserito la clausola che, se Trenitalia in due anni arriva al massimo delle penali, la Regione può impugnare la decadenza del contratto». Berrino ha sottolineato che i parametri della qualità del servizio e della puntualità sono migliorati negli ultimi tre anni.