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All’Istituto Enrico Fermi di Ventimiglia l’iniziativa “La matematica è ovunque”

«Chi ha detto che la matematica debba essere necessariamente noiosa? Chi ha detto che la matematica non possa tornare utile nella vita di tutti i giorni?»

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Ventimiglia. «Chi ha detto che la matematica debba essere necessariamente noiosa? Chi ha detto che la matematica non possa tornare utile nella vita di tutti i giorni?» E’ questa la domanda con la quale si apre una nota stampa dell’Istituto Enrico Fermi. Il comunicato prosegue, «L’entusiasmo di un insegnante appassionato della propria disciplina può molto nel decretare il successo di un allievo, ma talvolta, per smascherare l’infondatezza di alcuni pregiudizi ormai radicati nella comunità studentesca e causa di una disaffezione precoce ed ingiustificata verso l’aritmetica, urge un intervento ad hoc… e un pizzico di fantasia!

Ecco allora che l’I. I. S.  Enrico Fermi di Ventimiglia apre le porte al progetto “La matematica è ovunque”: l’iniziativa, accolta con favore dalla Dirigente Scolastica dell’Istituto, Dottoressa Antonella Costanza, nel quadro di un impegno concreto nella costruzione di situazioni di apprendimento condiviso e alternativo alla tradizionale lezione frontale, è stato promosso dalla professoressa Di Giorno Michelangela, docente dell’Istituto Fermi per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing. La professoressa, in collaborazione con le colleghe Molinari Stefania per il Turismo e Lovallo Monica per il Cat, ha progettato una serie di incontri a cui parteciperanno anche esperti esterni impegnati a sfatare il falso mito di una matematica tutta e solo astrazione, poco o nulla capace di evidenziare le sue possibilità di applicazione nella realtà pratica di tutti i giorni.

Il primo appuntamento di un calendario che le insegnanti si propongono di rendere sempre più ricco e stimolante si è tenuto, in videoconferenza nel rispetto delle disposizioni anti- Covid, lo scorso 5 febbraio, quando alcune classi del biennio di entrambi gli indirizzi hanno ospitato l’intervento del professor Paolo Alberti, laureato in Informatica presso l’Università di Genova, di professione Programmatore e web designer.

Sposando in pieno lo spirito con cui le docenti hanno dato vita al progetto, il dottor Alberti ha unito dialettica coinvolgente e strumenti di presentazione efficaci per abbattere la tradizionale diffidenza, che in genere gli studenti oppongono alla matematica: ha quindi mostrato come, proprio attraverso le operazioni di programmazione, l’apparente monotonia dei sistemi di numerazione – in particolar modo quello binario – sia capace di trasformarsi persino nella magia della grafica immersiva dei videogiochi di ultima generazione.

Da un lato dunque l’attualizzazione della disciplina come fondamentale strumento di coinvolgimento degli allievi più giovani, dall’altro però anche la ricostruzione del percorso di sviluppo delle tecnologie nel contesto dell’evoluzione storica della società come strumento di formazione del cittadino: nella seconda parte dell’incontro, il dottor Alberti ha infatti guidato le classi in un viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta degli antenati dei nostri moderni personal computer. Un racconto che ha preso le mosse dalla macchina di Turing, anno zero dell’informatica, per approdare ai più recenti modelli di device: protagonisti di questa carrellata sono stati però ancora una volta i videogiochi, dalle prime versioni interattive e in bianco e nero degli anni Settanta a quelli di fine anni Ottanta a tema calcistico, dalla grafica stilizzata e cromaticamente ancora piatta, per finire con quellivdalla risoluzione d’immagine altamente definita, con cui i ragazzi amano sfidarsi quotidianamente.

Insomma, una breve ma intensa full immersion nel mondo della grafica computerizzata che tanto appassiona i ragazzi, attraverso uno sguardo meno profano e più consapevole rispetto all’apporto fondamentale che la matematica dà, per contribuire alla messa a punto di dispositivi informatici sempre più all’avanguardia. Il mondo dei numeri, che i banchi di scuola spesso fanno percepire freddo e distante, ha rivelato così il suo contributo chiave alla costruzione dei coloratissimi mondi virtuali che tanto appassionano buona parte degli studenti. Come le docenti si auguravano, la scoperta guidata ha innescato interesse, coinvolgimento e curiosità, dando vita ad un confronto vivace e costruttivo tra le classi e il dottor Alberti, piacevolmente colpito dal riscontro immediato e pertanto, insieme alle insegnanti, disponibile a replicare l’esperienza in occasioni future.

Il progetto ha dunque rivelato e messo in atto il suo potenziale: la costruzione di percorsi e situazioni di apprendimento efficaci che, come sottolineano le insegnanti, non deve essere sottovalutata ma piuttosto… “tendere all’infinito”»

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