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Ventimiglia, mette cimice nell’auto dell’ex sospettando il tradimento: 007 in gonnella condannata in tribunale

Otto mesi con la condizionale per "interferenze illecite nella vita privata"

Imperia. Il giudice del tribunale di Imperia Francesca Minieri ha condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento della provvisionale di 1000 euro e delle spese legali liquidate in 2mila euro, una donna di 50 anni residente nell’entroterra di Vallecrosia finita a processo per aver installato una cimice nell’auto del – all’epoca dei fatti – compagno allo scopo di cogliere il tradimento che (a ragione) sospettava stesse avvenendo nei suoi confronti.
Ma se l’uomo aveva intrapreso una relazione con una nuova fiamma, ad aver commesso il reato di “Interferenze illecite nella vita privata”, per il quale è stata condannata nei giorni scorsi, è stata proprio la ex tradita.

I fatti risalgono al febbraio 2016 e sono avvenuti in val Verbone. La cinquantenne all’epoca si era trasformata in una vera e propria “007 in gonnella” che, oltre a controllare il telefono del partner, a pedinarlo e a subissarlo di telefonate e messaggini, con un comportamento simile a quello di una stalker, aveva pure installato nell’auto del compagno, una Mica, una microspia per intercettazioni a distanza collegata ad una scheda sim che aveva intestato a suo nome. E’ stato questa “disattenzione”, probabilmente dovuta all’inesperienza nel ruolo di “spia”, ad aver tradito la donna. Il compagno, infatti, accorgendosi della cimice nell’auto, ha contattato un’agenzia di investigazioni private che per la bonifica di auto e abitazione. A quel punto gli 007, quelli “veri”, hanno scoperto che ad aver nascosto la microspia nell’auto era stata proprio la cinquantenne.

Grazie allo stratagemma la donna era sì riuscita a cogliere il compagno fedifrago mentre faceva sesso, in auto, con l’amante. Ma in cambio si era beccata una denuncia per non aver rispettato la privacy dell’uomo.