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Ventimiglia, il segreto dell’amministrazione Scullino. Il sindaco: «Ascolto tutti, poi però decido io»

Sul Parco Roja: «Pratica bloccata da anni. Serve commissario come per il ponte di Genova»

Ventimiglia. «Io ascolto tutti, perché è giustissimo, però poi decido». A dirlo, in una lunga intervista, è il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino, ospite dello studio di Riviera24.it. Il primo cittadino ha fatto una panoramica della situazione nazionale, a partire dalla crisi di governo fino a toccare il tema, molto sentito a Ventimiglia, dell’immigrazione.

intervista Scullino

Parlando della città di confine, Scullino ha parlato delle opere pubbliche in corso, una trentina, e dei progetti legati al porto di Cala del Forte, che dovrebbe essere inaugurato tra fine giugno e inizio luglio, anche se causa Covid-19 una data precisa ancora non c’è.

Crisi di governo. «Il discorso economico, l’immagine, la speranza, le aspettative, le vaccinazioni… Noi non siamo al di fuori dell’Italia e quello che succede a Roma riveste una grande importanza anche qui – ha esordito il sindaco, commentando le ultime notizie giunte dal Quirinale -. Questa situazione di instabilità non fa bene né al Governo, né alle forze politiche che siedono in parlamento né alla periferia. Abbiamo bisogno di essere governati nel migliore dei modi, da chi abbia la consapevolezza che tutte quelle che sono le decisioni poi ricadono sul territorio. Affrontare una crisi in questo momento, con pandemia e vaccinazioni, e soprattutto con il problema economico, ci mette in condizioni di non avere una continuità, e ne risentiamo anche noi come programmazione. Serve un governo forte, che prenda delle decisioni. Questo momento di instabilità istituzionale e politica, a mio avviso, non fa bene a nessuna parte politica, sia essa di centro, di destra o di sinistra». 

Crisi economica. Quando l’ex assessore Mabel Riolfo ha lasciato l’incarico in giunta, perché eletta in consiglio regionale, Scullino ha voluto tenere per sé la delega ai Servizi Sociali, visto soprattutto il difficile momento che la sua città, così come tutta Italia, sta vivendo: «Stiamo affrontando un periodo di grave difficoltà – dichiara -. Assistiamo 3-4mila persone che non arrivano alla fine del mese: non sono mai state così numerose, mai. Cerchiamo di fare del nostro meglio, anche dando fondo alle risorse comunali, perché è giusto che sia così. Noi parliamo di porto, di parcheggi, di aree ferroviarie, di zona franca urbana ma quando una famiglia monoreddito perde il posto di lavoro… a chi si rivolge? Menomale che a Ventimiglia c’è una grande organizzazione sociale».

A rendere tutto più complicato, a Ventimiglia, è la crisi che stanno vivendo anche Francia e Monaco: «Noi guardiamo a levante, alla Francia, al Principato, ma lì licenziano, qui posti di lavoro non ce ne sono e la gente è in seria difficoltà», dice il sindaco.

Parco Roja. Capitolo a parte merita l’ex area ferroviaria del Parco Roja, di fatto attualmente abbandonata a se stessa perché ancora, dopo anni, non si è arrivati a un accordo per la sdemanializzazione dei terreni e la loro riconversione. Quaranta ettari, facenti parte della Zona Franca Urbana, che potrebbero risollevare il destino della città ma che, al momento, portano solo degrado. «Voglio fare un esempio: quello del Ponte san Giorgio di Genova – dice Scullino – Il governo ha nominato il sindaco Bucci come commissario: in un anno il ponte è stato fatto. Adesso per quanto riguarda la SS20 (distrutta dalla tempesta Alex dell’ottobre scorso), il governo ha nominato un commissario che se ne occuperà insieme al commissario francese. Voi non immaginate cosa vuol dire gestire la cosa pubblica attenendosi scrupolosamente, come giusto che sia, a quelle che sono le normative, per poter affrontare i problemi. Ci sono alcune situazioni in cui il commissario deve avere possibilità di agire.
Nel parco ferroviario si possono costruire 250mila metri quadri di attività commerciali, industriali e artigianali. Attività che producono, come minimo, 3/4mila posti di lavoro. Quello è il nostro futuro. Abbiamo iniziato a firmare l’accordo di programma nel 2008 con le Ferrovie. Siamo nel 2021, quindi sono 13 anni e nel parco ferroviario del Roja ancora c’è la consapevolezza che non si può fare nulla perché non c’è un accordo tra ministeri, demanio e ferrovie. Poi c’è da mettere in sicurezza un piccolo rio per cui servono 8milioni di euro. Quella opportunità edificatoria, che tra l’altro non bisogna dimenticare che si trova in Zona Franca Urbana, è ancora lì, è abbandonata. Allora ci vorrebbe un commissario».

Lei se la sentirebbe? «Io non ho queste capacità professionali, come grinta me la sentirei, però conosco il mio metro», risponde il sindaco -. Comunque c’è richiesta e vendendo quei 40 ettari, solo con gli oneri di urbanizzazione, noi potremmo mettere in progetto la circonvallazione a monte che toglie il 50 per cento del traffico cittadino. Siamo bloccati, ancora oggi c’è la consapevolezza che non c’è un accordo. In questi casi credo che ci debba essere una figura che prenda in mano la situazione, perché quello è il futuro di Ventimiglia e la pratica, sono otto anni che è bloccata al Ministero dell’Ambiente».

Migranti. «Il problema è europeo – afferma Scullino -. Fin quando non abbiamo un capo del governo forte, sostenuto da tutte le forze politiche che formano una bella maggioranza, che abbiano le idee chiare sull’immigrazione e che facciano capire ai paesi europei che Italia, Grecia e Spagna sono le frontiere dell’Europa e quindi si devono far carico tutti… Pensate un po’ se è una cosa accettabile che delle persone affrontino il mare aperto e perdano la vita: è qualcosa che non si può neanche pensare. Bisogna assolutamente agire: se siamo in una società civile, l’Europa dovrebbe farsene carico, bisogna stabilire delle quote. Senza rimpinguare le tasche dei trafficanti di esseri umani: altrimenti torniamo al 1600 quando andavano a prenderli in Africa e li portavano in America».

A Ventimiglia il “problema” migranti è particolarmente sentito. «C’è questa percezione di insicurezza, gravissima, che nella mia città ormai è insopportabile – dichiara il sindaco – Bisogna prendere delle decisioni che sono semplici: basta attenersi a ciò che contiene il documento che abbiamo sottoscritto con il ministero dell’Interno e fare un centro, non a Ventimiglia, di identificazione e poi lavorare su quelli che sono i respingimenti. Nel 2020 la Francia ci ha restituito 20mila persone, circa 60 al giorno. Ma che senso ha una volta restituite mandarle a Ventimiglia? Fino a qualche tempo fa c’era un pullman che li portava nei centri dove potevano trovare acqua calda, pasti, un medico per i controlli».

«Un’altra cosa, quantomeno discutibile – spiega Scullino – E’ che, come mi dicono, su 100 che arrivano in Italia, 40 non sono regolari, non sono neanche identificati. Gli altri sì, e possono girare. Ma per i 40 non identificati, bisogna assolutamente rimediare. E qui torniamo al fatto che abbiamo bisogno di un governo che non faccia solo un discorso di solidarietà e assistenza, che è giustissimo, ma che si renda conto che poi queste decisioni prese a Roma chi le paga è la cittadinanza, la periferia».

Amministrare Ventimiglia. «Io ascolto tutti, perché è giustissimo, però poi decido – dice il sindaco, che su questo punto non sente ragioni -. Abbiamo in programma trenta opere pubbliche, tra ricostruzione della passerella, parcheggi, isole pedonali, marciapiedi, centro sociale, biblioteca, l’attenzione alle frazioni, il piazzale di Grimaldi, quello di Trucco, il parcheggio di Calvo. Però non è che possiamo tentennare. Quando ho fatto, nel 2010, la pedonalizzazione di via Hanbury, la stragrande maggioranza dei commercianti era contraria: ora sono contenti e quando passo qualcuno mi offre il caffè.  Sì, è vero, Scullino decide, ma ho la consapevolezza di avere una maggioranza e una giunta che mi coadiuvano che hanno le idee chiare. Poi ho la fortuna di avere un direttore generale che mi supporta. Ora dovremo cambiare il segretario generale del comune, stiamo valutando alcuni curricula». 

Porto di Cala del Forte. «Posai la prima pietra nel 2009, ma non mi rendevo conto dell’importanza di quell’opera pubblica-privata. Oggi che è praticamente finito, devo dire che abbiamo fatto un lavoro eccezionale». Lo dice con orgoglio, il sindaco Gaetano Scullino, che spesso guarda il porto degli Scoglietti, passato alla gestione della Monaco Ports, per ammirarne i progressi. «Nel giro di pochi mesi sarà finito – aggiunge – Dall’alto si vede tutto il verde, i fiori, le barche. A breve sarà pronto l’ascensore che collega la galleria degli Scoglietti al centro storico». «Ci aspettiamo l’arrivo di una clientela di qualità e per questo stiamo lavorando per migliorare l’aspetto estetico della città di Ventimiglia».