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Sansa «A Primocanale altri 61.000 euro dal porto dell’amico di Toti»

Il consigliere regionale la chiama "Teletoti"

Genova. Scrive il consigliere regionale d’opposizione, Ferruccio Sansa: «Altri 61mila euro a Primocanale. Anche stavolta arrivano dal Porto di Genova, guidato da Paolo Emilio Signorini, fedelissimo di Giovanni Toti. I contratti degli enti pubblici con l’emittente privata non si contano più. La novità è contenuta in un decreto firmato il 13 gennaio e che forse qualcuno sperava passasse inosservato».

«Di che cosa si tratta questa volta?si chiede l’ex candidato alla presidenza regionale -Si procede, è scritto nel documento, “all’affidamento del servizio di produzione e diffusione dibattito pubblico nuova diga foranea del Porto di Genova a favore della società Errenova spa (della galassia Primocanale, ndr) per l’importo di 50mila euro più Iva”. Totale 61mila euro. Insomma, anche il dibattito sulla diga del porto sarà organizzato e seguito dalla televisione dell’ex senatore Maurizio Rossi. Ma perché non fare una gara? Lo spiega lo stesso decreto: “Considerato che l’importo in oggetto è inferiore a 75mila euro deve procedersi mediante affidamento diretto”. Già, affidamento diretto, come più di 40 volte negli oltre 50 contratti stipulati negli ultimi anni da Liguria Digitale – una società in house della Regione – sempre con le società di Primocanale».

«La serie di affidamenti alla tv privata non si fermaaggiunge Sansa – Appena un mese fa avevamo dato la notizia che il 30 novembre scorso lo stesso Porto di Genova aveva deciso di stipulare un contratto per tre eventi informativi virtuali. Spesa: 21mila euro più Iva. Totale 25.620 euro. Oltre 8mila euro per ogni serata. Nello stesso periodo altri 40mila euro erano arrivati a Primocanale dalla galassia della Regione per la copertura della manifestazione Orientamenti. Se non bastasse, la Regione di Toti e il Comune di Marco Bucci hanno affidato all’emittente anche il Capodanno di Genova. In tutto, in meno di due mesi, fanno almeno 127mila euro. Pubblici, ovviamente. Ma guai a chi si azzarda a chiamarla Teletoti».