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La guerra dei rubinetti

Sanremo, affaire Rivieracqua e caso Amaie-Amat: per Liguria Popolare se ne deve discutere in consiglio comunale

Dopo la pubblicazione della scottante relazione dei tecnici di Amaie Paolo Ferrari e Valerio Chiarelli su Riviera24

Sanremo. Liguria Popolare interviene sul caso Rivieracqua relativamente alla relazione  dei tecnici di Amaie Paolo Ferrari e Valerio Chiarelli riportata ieri da Riviera24.it.

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Tramite i consiglieri comunali Andrea ArtioliGiampiero Correnti il movimento civico chiede che la questione venga portata all’attenzione del consiglio comunale matuziano. La richiesta è sostenuta anche dal coordinatori cittadino e provinciale Sergio Tommasini e Antonio Bissolotti.

 

«In pratica – si legge in una nota –   è emerso quanto già esposto durante un consiglio comunale dell’estate scorsa  nel quale si parlava della cessione del ramo idrico da Amaie Spa verso Rivieracqua per un valore di circa 14,5 ml di euro. Scelta che il Comune di Sanremo aveva impostato nella prima fase tramite l’affitto del ramo di azienda per poi addivenire alla definitiva cessione nel 2021. In quel contesto i consiglieri di Liguria Popolare avevano portato in discussione il tema del prezzo a metro cubo dell’acqua per difendere l’acqua pubblica da una parte e per evitare di passare attraverso Amat con sovrapprezzi senza alcuna base giuridica».

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Il fiume Roya tra sorgente e pozzi produce 24 milioni di metri cubi di acqua, -12,5 milioni di metri cubi sono per uso Amaie  mentre 11,5 milioni vanno ad Amat, di cui 6 milioni rivenduti a Rivieracqua. Le concessioni di emungimento sono in capo ad Amaie e vari comuni. L’Amie capta, solleva, potabilizza, trasporta l’acqua da Ventimiglia a Capo Verde con un pezzo del tubo Roya Bis  parzialmente di Amat. A Capo Verde Amaie vende ad Amat l’acqua a 0,15 cent a metro cubo. L’Amat, attraverso il Roya  (che dovrebbe essere trasferito a Rivieracqua ma è ancora di Amat  trasporta l’acqua a Levante rivendendola a Rivieracqua al prezzo di 0,56 cent metro cubo. Quindi circa 0,40 cent rimangono nelle casse di Amat per un equivalente di 2,4ml di euro all’anno», sottolineano gli esponenti di Liguria Popolare.

«Liguria Popolare – proseguono –  solleva la questione dello stato di salute del Roya 1 tubo che collega Porto Vecchio a Capo Verde e richiama l’attenzione sul fatto che se non avessimo rivenduto l’acqua ad Amat ad un prezzo calmierato andandoci a pari, forse, avremmo potuto tenere il plusvalore che in 3 anni sommava a 7 ml di euro e quindi fare un intervento risolutivo per questa tubazione. Anche perché le condizioni precarie del Roya Bis sono evidenti e pare che un valore molto alto sia dentro la cessione di Amat».

«La questione sollevata da Ferrari e Chiarelli –  incalzano–   apre scenari ancora più ampi. Infatti, pare che la tubazione Roja 1 sia anche di di proprietà al 50 per cento dei comuni soci di Rivieracqua, i quali risulterebbero anche intestatari di concessioni di emungimento. Nelle more dell’affitto di ramo di ramo d’azienda, Amaie può cedere direttamente l’acqua a Capo verde alla sua partecipata Rivieracqua? La stessa poi distribuirà ai comuni di Levante utilizzando il Roja 1 di cui avrebbe pieno titolo. In questa ipotesi ad Amat spetterebbe solo il rimborso del vettoriamento della propria quota parte, riducendo significativamente quanto corrisposto fino ad oggi. Durante il consiglio comunale della scorsa estateLiguria Popolare aveva anche sollevato il tema del valore di Amat per il conferimento in Rivieracqua: 23 ml di euro. La sede di Imperia, con il suo valore pari a 2,7 ml di euro, potrebbe anche non essere conferita perché la sede legale di Rivieracqua dovrebbe rimanere a Sanremo presso l’attuale sede di Amaie. Il tubo del Roya Bis è di proprietà dei Comuni e è erroneamente contabilizzato per intero nei libri contabili di Amat e con un valore che pare troppo elevato rispetto allo stato di salute reale. Ci sono 7 milioni di euro di mutui residui che non si capisce se siano inclusi nella valutazione e dovrebbero comunque andare in detrazione del valore di cessione».

«Riteniamo che l’amministrazione comunale debba riportare il caso in consiglio comunale affinché ci possa essere una nuova discussione aperta che tenga conto anche della relazione di Ferrari e Chiarelli che sarebbe opportuno vengano in Consiglio per condividere il loro punto di vista in modo aperto e trasparente», conclude Liguria Popolare.

 

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