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Rinvio del Festival, il Movimento Imprese si unisce all’appello della Lega

Consideriamo assolutamente inappropriata la data del 2 marzo come inizio per la kermesse canora

Sanremo. «Riguardo alla 71ª edizione del festival di Sanremo vogliamo esprimere la nostra solidarietà circa le parole espresse dal capogruppo della Lega di Sanremo Daniele Ventimiglia, a parlare sono il presidente e vice del Movimento Imprese Italiane Maurizio Pinto e Alessio Graglia. Vista l’attuale situazione critica presente su tutto il territorio nazionale e le numerevoli restrizioni in atto, sposiamo appieno i dubbi e le perplessità sollevate da Ventimiglia».

Aggiungono i due esponenti dell’associazione di commercianti che conta in provincia di Imperia circa 500 iscritti: «Consideriamo assolutamente inappropriata la data del 2 marzo come inizio per la kermesse canora e ci sentiamo di porre al sindaco Alberto Biancheri e all’assessore al Turismo Giuseppe Faraldi le stesse domande poste dal capogruppo della Lega: a chi gioverebbe svolgere la manifestazione canora, così importante per tutta la città di Sanremo, in una tale situazione? Soltanto alla Rai diciamo noi, non di certo al tessuto economico e commerciale cittadino, alle attività commerciali, e a tutto ciò che da sempre vi ruota attorno».

«Anche dai sondaggi da noi svolti ci risulta che quasi l’unanimità dei commercianti sanremesi sia favorevole allo slittamento del Festival. Chiediamo ai vertici Rai di tenere in considerazione tali problematiche da noi espresse e dal capogruppo della Lega di Sanremo, in maniera da posticipare la data di inizio del Festival prevista attualmente al 2 marzo. Proponiamo altresì, come data utile per lo svolgimento della manifestazione canora Sanremese, almeno un mese e mezzo di slittamento dello stesso.

Dopo mesi lunghissimi di sofferenza, dopo restrizioni che hanno causato il fallimento di tantissime aziende, è impensabile, a nostro avviso, da parte del Comune di Sanremo, avvallare la data del 2 marzo imposta dalla Rai. Da metà aprile in poi sicuramente sarebbe molto più consono poter svolgere il Festival e ne gioverebbe tutta la città e soprattutto le attività commerciali limitate dai Dpcm del governo», concludono Pinto e Graglia.