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Omicidio a Ventimiglia, dissequestrato magazzino di Condoluci. Non è lì che è morto Fedele

Condoluci ha chiarito la propria posizione, facendo capire di essersi trovato coinvolto nella vicenda

Bordighera. Joseph Fedele, 60 anni, non è stato ammazzato nel magazzino floricolo in utilizzo della famiglia di Girolamo Condoluci. Ad accertamenti conclusi, la Procura di Imperia ha infatti dissequestrato il locale utilizzato dal 44enne di Bordighera accusato di favoreggiamento nell’omicidio del sessantenne pregiudicato italo-francese. Delitto per cui è finito in carcere, accusato di esserne l’autore, il 23enne di Bordighera Domenico Pellegrino.

Il magazzino era stato posto sotto sequestro in modo che gli inquirenti potessero cercare tracce ematiche della vittima che, era una delle ipotesi, forse era stata ammazzata proprio nel locale. Gli accertamenti, però, hanno fatto emergere che Fedele è stato ucciso altrove: non si esclude all’interno del furgone, nei pressi di frazione Porra, a Ventimiglia.

A differenza di Domenico Pellegrino, Condoluci, difeso dall’avvocato Marco Statari, ha risposto al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia nel corso del quale ha chiarito la propria posizione, facendo capire di essersi trovato coinvolto in questa vicenda. L’uomo è accusato di aver dato un passaggio in Italia a Pellegrino che, forse con l’intenzione di depistare le indagini, aveva trasportato l’auto della vittima, una Mercedes Classe A nuovo modello, a Mentone, dove è stata trovata posteggiata nel dicembre scorso. All’origine dell’omicidio, stando a quanto riferito da Pellegrino agli inquirenti, ci sarebbe una disputa legata alla compravendita della vettura.